La nuova Polo in versione GTI

Polo contina a crescere, ecco la sesta generazione della compatta Volkswagen

di Cesare Cappa
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BERLINO - Se fosse la matematica a raccontare la storia di Volkswagen Polo, sarebbe un tripudio di numeri. Perché ne sono state prodotte oltre 14 milioni di esemplari. Perché siamo giunti alla sesta edizione. Perché il passo, ma non solo quello, è aumentato di 94 mm. Numeri che descrivono l’efficienza delle unità benzina, diesel e anche a metano della compatta tedesca. Compatta per ragioni di scrittura, perché l’evoluzione del segmento B, di cui la Polo è un membro a tutti gli effetti, ha dimostrato negli anni quanto le dimensioni facciano la differenza.
 

 

Il gioco di rappresentarla come una mini Golf, oppure autenticarla come una maxi Polo, mai fu più calzante come per questa generazione della vettura di Wolfsburg. Perché il nuovo capitolo della Casa tedesca si apre con una vettura che supera la fatidica soglia dei quattro metri, potendo vantare una lunghezza di 4,053 m. Un dato che la mette al primo posto tra le Polo, dato che la quinta generazione si ferma a quota 3,972 metri. Un dato che virtualmente la mette in competizione con la Volkswagen Golf IV del 1997, lunga 4,149 metri.

I tempi sono cambiati e le spalle larghe di Polo si traducono in un aumento che riguarda anche la larghezza, che passa da 1,682 m a 1,751 m. Ma per raccontare al meglio quale siano i miglioramenti circa l’abitabilità interna, bisogna fare affidamento sul passo, ora fisso a 2.564 mm. Chi ci perde è invece l’altezza scesa alla soglia di 1.446 mm, anziché 1.453. Ma più che una perdita, il cambio di rotta va considerato dal punto di vista stilistico. Design che conferma il consueto rigore tedesco, fatto di linee dritte e pulite, capace di alimentare un eventuale appeal sportivo a seconda degli allestimenti e dei cerchi in lega con cui Polo viene equipaggiata. Come Seat Ibiza, anche la tedesca si affida alla specifiche dell’ormai celebre pianale MQB. È infatti la prima delle Volkswagen ad impiegare la variante più piccola della piattaforma del Gruppo. A proposito di allestimenti, la compatta teutonica presenterà una gamma simile all’attuale, in cui le linee guida avranno tre capisaldi fondamentali: Trendline, Comfortline e Highline.

La prima, la versione d’ingresso, potrà vantare una dotazione che non si risparmia sul fronte sicurezza. Di serie ci saranno le luci diurne a LED con funzione Coming home e Leaving home, il riconoscimento della stanchezza del guidatore, il imitatore di velocità e il sistema di frenata predittiva. Oltre ad annoverare i cerchi da 15 pollici. E per preservare i consumi sarà disponibile il VW Connect, un sistema che fornisce indicazioni, per esempio, sullo stile di guida, sulla posizione della vettura e sullo stato della manutenzione.


Uno step più avanti la Comfortline, che mette sul piatto il sistema di infotainment Composition Media. La dimensione del display varia da 6,5 a 8 pollici. I contenuti non mancano, anche perché Volkswagen è uno dei pochi costruttori che può vantare la presenza di Apple CarPlay, Android Auto e MirrorLink. Una garanzia in fatto di connettività con gli smartphone. A completare il corredo della Polo che sta nel mezzo, ci pensano il condizionatore Climatic, il volante multifunzione, i cerchi in lega da 15 pollici e la presenza del sistema di ricarica a induzione. Più il piatto si fa ricco, più i contenuti aumentano. E quindi spetta all’Highline il compito di rappresentare l’alto di gamma. Alto di gamma che si palesa al pubblico con un’illuminazione ambiente bianca a LED (porte anteriori e cruscotto), l’Active Info Display e il pacchetto estetico R-Line. In questo caso il diametro dei cerchi in lega passa da 15 a 16 pollici. Ci sarà anche una versione speciale “musicale” denominata Beats, dotata di un particolare impianto audio. Ma che in Italia non sarà disponibile al lancio. E arriverà persino la più sportiva GTI da 200 cv.

Al momento non è stato comunicato alcun listino, pertanto le uniche informazioni di servizio sono che la vettura arriverà sul mercato entro fine anno e il prezzo in Germania sarà di poco sotto i 13.000 euro. Meglio quindi concentrarsi sulla gamma motori. L’intervallo di potenze spazia dai 65 cavalli del tre cilindri benzina aspirato da un litro di cilindrata, sino ai 200 della Polo GTI. Uno “spettro” all’interno del quale c’è spazio per i 1.6 TDI (80 e 95 cavalli), per gli 1.0 TSI (95 e 115 cv) e per gli 1.5 TSI (150 cv). Quest’ultima motorizzazione non arriverà nel nostro Paese. E spazio anche per una nuova unità alimentata a metano di piccola cubatura. Il cambio doppia frizione DSG è disponibile con potenze superiori ai 95 cavalli. Altrimenti, a seconda della motorizzazione, il manuale può essere a 5 oppure 6 marce. Nessuna impressione di guida, perché l’auto non ha ancora marciato, ma se non altro il riscontro a bordo è risultato positivo. Chi siede dietro, ad esempio, non corre il rischio di toccare con la testa. Quindi massima democrazia quando si tratta di altezza. E poi si può contare su di un bagaglio consono alle esigenze di una famiglia: l’aumento di volume è stato tangibile, passando da 280 a 351 litri.
 

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Mercoledì 19 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 20-07-2017 14:35 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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