Guida autonoma, da Google a Uber tutti in corsa per un mercato che può valere 70 mld di dollari

NEW YORK - La Silicon Valley scommette sempre più sulle auto autonome, in una sfida ormai aperta con Detroit, la capitale dell’auto mondiale. Da Google a Uber, da General Motors a Fca, la corsa alla conquista delle auto senza guidatore non conosce ostacoli, alimentata dal successo di Tesla, la casa del miliardario visionario Elon Musk. E l’acquisizione da 15,3 miliardi di dollari di Mobileye da parte di Intel ne è l’ennesima conferma. L’operazione consacra anche l’ascesa del settore tecnologico israeliano: è la maggiore da parte di una società straniera nei 69 anni di storia dello stato, molto superiore ai cinque miliardi spesi da Cisco per NDS e agli 1,2 di Google per Waze. La conquista del mercato delle auto senza guidatore è giocata a colpi di acquisizioni, con le società in corsa per rafforzarsi e posizionarsi al meglio in atteso del decollo del settore.

Una corsa che spinge la Silicon Valley e Detroit a una strana guerra-alleanza, e a diventare sempre più indispensabili una con l’altra. Fra le maggiori acquisizioni portate a termine figura il miliardo di dollari pagato da General Motors lo scorso anno per Cruise Automation con l’obiettivo di accelerare il suo programma di auto autonome. Uber nei mesi scorsi per 680 milioni di dollari ha rilevato Otto, società fondata da Anthony Levandowski, ex manager di Google. Proprio Mountain View ha fatto causa a Uber e Levandowski, accusato di aver scaricato 14.000 documenti prima di lasciare il suo incarico lo scorso anno per creare la nuova sua società.

Fra i documenti scaricati, afferma Google, ce ne sarebbero alcuni che violano la sua proprietà intellettuale. Fra le protagoniste della corsa alle auto autonome c’è anche Fca, che ha siglato un accordo di collaborazione con Google sul minivan Pacifica, di cui Fca ha inizialmente prodotto 100 esemplari unicamente per la tecnologia di Mountain View. Apple invece avrebbe rallentato sul progetto delle autonome, preferendo perseguire altre priorità. Lo sviluppo del settore passa anche per le decisioni che assumeranno le autorità al riguardo.

L’amministrazione Obama si era dichiarata favorevole perchè le auto intelligenti hanno il potenziale di salvare molte vite. La posizione del presidente Donald Trump non è ancora chiara, ma il suo piano di investimenti nelle infrastrutture potrebbe aiutare lo sviluppo di un settore che è stimato raggiungere un valore fino a 70 miliardi di dollari entro il 2030.
 
 
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Lunedì 13 Marzo 2017, 16:59
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