Suzuki, le vendite in Italia mettono il turbo (+21%) per scalare la classifica costruttori

di Giampiero Bottino
ROBASSOMERO - Piccoli marchi crescono. Ovviamente stiamo parlando dell'Italia, perché a livello globale sarebbe quanto meno improprio definire piccolo un costruttore come che ha chiuso il 2016 al decimo posto della classifica globale, con più di 2,85 milioni di unità consegnate nel mondo, pur correndo da solo in un panorama dove tutti coloro che lo procedono, tranne uno, sono dei gruppi che possono contare su intere collane di marche,

Nel nostro Paese, però, Suzuki si colloca tradizionalmente a metà classifica (ha chiuso l'anno in 20 posizione su un lotto di 45 concorrenti), pur godendo di un solido apprezzamento per l'originalità e la qualità di prodotti degni di un indiscusso specialista nel campo delle vetture – automobili, Suv e crossover – di taglia medio-piccola. Nel corso dell'anno appena concluso sono però emersi evidenti sintomi di un netto cambio di passo.

Una svolta confortata dai numeri, che parlano di 22.622 unità consegnate alla clientela italiana nell'arco dei 12 mesi. Si tratta di 4.000 immatricolazioni in più rispetto all'anno precedente. Un risultato di tutto riguardo se raffrontato a numeri tutto sommato contenuti, che trova espressione più significativa nella crescita percentuale che si attestata ben al di sopra dell'incremento medio del mercato (+21% contro il +15,8).

Un'eccellente performance che ha portato la quota di mercato dall'1,19 all'1,24%, grazie soprattutto al traino di un'autentica icona del costruttore di Hamamatsu come Vitara. Giunto alla quarta generazione, uno dei capostipiti della specie dei Suv compatti ha chiuso nel migliore dei modi il primo anno pieno di commercializzazione, arrivando a rappresentare il 43% delle vendite italiane del marchio e precedendo la city car Celerio il cui peso sul totale Suzuki si è attestato al 17%. A completare il quadro delle top five concorrono nell'ordine gli altri capisaldi della gamma: la berlina compatta Swift, con il 13% delle consegne, un'icona del fuoristrada di taglia small come la Jimny (11%) e la più grande S-Cross rinnovata nel look e nelle prestazioni grazie all'adozione di una gamma motori esclusivamente turbo (10% delle vendite).

A confermare che quello del 2016 non è stato un successo episodico, ma il logico frutto di una strategia europea più aggressiva e graffiante, imperniata sulla promessa di un nuovo modello ogni anno, provvedono gli ambiziosi programmi per il 2017, riassunti nell'obiettivo di immatricolare 30.000 vetture nell'arco dei 12 mesi. Un traguardo da raggiungere con il concorso decisivo della nuova Ignis, accreditata di 7.000 consegne nel suo primo anno pieno sul mercato. A dare manforte al Suv ultra compatto è deputata la nuova Swift, attesa al debutto al prossimo Salone di Ginevra nella versione specifica per i mercati europei.
 
 
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Giovedì 12 Gennaio 2017, 19:57
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