Sicurezza stradale: premiata la campagna #guardaavanti di Ducati e TIM

di Sergio Troise
MILANO - Negli ultimi cinque anni gli incidenti stradali con il coinvolgimento di moto e scooter sono diminuiti del 30% e di conseguenza è calato anche il numero di vittime e di feriti. A che cosa si deve la svolta virtuosa? Sulla sicurezza incidono molti fattori, e tra questi ci sono sicuramente i progressi della tecnologia (in particolare l’elettronica che sorveglia su freni, potenza, trazione) e la diffusione di strumenti protettivi come il paraschiena. Ma un ruolo fondamentale è affidato alla responsabilità di chi monta in sella (e di chi sta al volante), e per questo le campagne educative sono strumenti irrinunciabili.

In questa ottica l’”Associazione nazionale vittime della strada” ha indetto un premio, intitolato “Basta sangue sulle strade”, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica ad un corretto comportamento alla guida, sia in moto sia in auto. La benemerita iniziativa, tra l’altro, rientra nel piano dell’Unione Europea mirato a ridurre drasticamente le vittime di incidenti nel decennio 2011-2020.

L’edizione 2016 del Premio (sezione imprese) ha visto primeggiare la campagna di sensibilizzazione #guardaavanti, varata due anni fa da una grande casa motociclistica, la Ducati, assieme al colosso della telefonia TIM. Le due aziende sono state premiate a Milano, nella giornata inaugurale della 74ma edizione di EICMA, il Salone internazionale del ciclo e motociclo. Ciò detto, la campagna non ha coinvolto soltanto i motociclisti, ma anche se non soprattutto gli automobilisti, per i quali è accertato che la causa principale di incidenti è la distrazione al volante causata dall’uso del cellulare.

Ducati e TIM hanno lanciato la campagna #guardaavanti nel settembre 2014 a Misano, in occasione del GP TIM di San Marino e della Riviera di Rimini, proprio con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani all’uso consapevole del telefono alla guida. Il progetto è stato sviluppato nelle scuole, sul web e sui social network con un’intensa attività di comunicazione ed educazione. Sono stati oltre 7.000 i ragazzi coinvolti, nell’arco di due anni, nei laboratori #guardaavanti distribuiti in 25 città italiane.

La campagna è stata sostenuta da testimonial d’eccezione come Andrea Iannone, Andrea Dovizioso, Loris Capirossi e altri cento personaggi che hanno rilanciato il challenge #guardaavanti sui social, generando oltre dieci milioni di contatti in rete.

L’iniziativa ha inoltre coinvolto giovani studenti che, scendendo direttamente per le vie delle propria città, sono diventati testimonial a loro volta dei valori del progetto con la realizzazione di azioni concrete di sensibilizzazione nei confronti dei guidatori. Sono stati organizzati anche tre flash mob e due performance d’arte in diverse piazze Italiane.

Al Milan Games Week dell’ottobre 2015, al quale hanno partecipato oltre 120mila ragazzi, #guardaavanti ha coinvolto quattro webstar youtubers che si sono sfidati in videogiochi racing di fronte ai fan con l’intento di promuovere un utilizzo intelligente del cellulare on the road e accendere i riflettori sull’importanza del messaggio della campagna: “Mentre guidi, non farti distrarre”.

Tutto ciò contribuisce a guardare al futuro con ottimismo, anche se, sul versante motociclistico, il direttore di ANCMA Pierfrancesco Caliari tiene a sottolineare che “c’è ancora tanto da fare per migliorare la sicurezza”. Secondo i vertici della associazione delle aziende motociclistiche, tra gli utenti delle due ruote “va incrementato l’uso di paraschiena e airbag, favorendone la diffusione con incentivi fiscali sull’acquisto”. A sostegno della proposta (giunta alla Commissione Trasporti della Camera) la valutazione degli esperti dell’Istituto Superiore di sanità, secondo i quali “le protezioni possono ridurre del 40% il rischio di lesioni alla colonna vertebrale, contribuendo a risparmi in costi sociali di oltre venti milioni di euro”.
 
 


 
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Mercoledì 9 Novembre 2016, 19:50
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