Un distributore di Metano e GPL

L’invito di Assogasliquidi: più gas nei nostri motori per respirare meno emissioni nocive

di Sergio Troise
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ROMA - In attesa di una significativa diffusione dell’auto elettrica e di una più convincente affermazione della motorizzazione ibrida, l’opzione gas resta un’alternativa validissima per contribuire alla riduzione delle emissioni nocive provocate dalla circolazione di autoveicoli a combustione interna. E’ quanto emerso a Roma al termine dei lavori della 12ma edizione di Oil&NonOil, evento dedicato al settore dei carburanti e ai servizi per gli automobilisti, nel quale ha recitato un ruolo di primo piano Assogasliquidi, l’associazione di Federchimica che promuove la diffusione del gas per autotrazione e collabora con le amministrazioni e gli enti pubblici per la migliore definizione di un quadro normativo del settore.

In particolare, nel corso dei lavori si è svolto un dibattito dedicato alle potenzialità del GNL (Gas Naturale Liquefatto) dal quale è emerso che “per le sue proprietà ecologiche, così come il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) il GNL può fornire un grande contributo alla mobilità sostenibile”. L’incontro romano ha offerto anche l’opportunità di ricordare che al momento in Italia ci sono tre progetti per realizzare impianti GNL presso rigassificatori e 7 per realizzare depositi costieri. Ma siamo ancora indietro rispetto al resto d’Europa ed occorre recuperare il terreno perduto.

Secondo il presidente di Assogasliquidi, Francesco Franchi, «il GNL rappresenta, con il GPL, un grande aiuto alla diversificazione dell’approvvigionamento energetico e può contribuire alla riduzione dell’inquinamento fornendo un grande sostegno al Paese nel raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione». Ciò detto, il numero 1 del settore ha ricordato però che oggi in Italia ci sono soltanto 12 stazioni di servizio che distribuiscono GNL e GNC (Gas Naturale Compresso) per autotrazione, 9 stazioni che distribuiscono solo GNC per autotrazione, 18 impianti per uso industriale e 2 al servizio di reti isolate. «Non basta – ha osservato Franchi - e perciò abbiamo bisogno di adeguate infrastrutture che ci consentano di colmare il gap con gli altri Paesi europei, in modo da sostenere il trasporto stradale pesante e quello marittimo, per non dire degli usi industriali».

Nel corso del workshop si è parlato, una volta di più, anche del contributo che può fornire il GPL . «Per le sue proprietà ecologiche – è stato ricordato - il GPL è stato individuato dalla Commissione europea, in una specifica direttiva, come uno dei carburanti alternativi sui quali puntare per avere un ambiente più pulito». A proposito della situazione italiana è stato sottolineato che con oltre 2,2 milioni di auto a gas circolanti, il nostro Paese è il secondo in Europa per numero di veicoli alimentati a GPL, e che la rete distributiva prevede circa 4.000 distributori stradali e autostradali, capillarmente diffusi su tutto il territorio nazionale. «Ma si può fare di più», ha concluso il presidente Franchi, rammentando che «occorre valorizzare il contributo che queste fonti energetiche possono dare nella lotta all’inquinamento atmosferico che affligge le nostre città e la salute dei cittadini».

 

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Giovedì 9 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:17 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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