Audi Smart Factory, alla scoperta della fabbrica delle invenzioni

di Giampiero Bottino
INGOLSTADT Appena nata, è già un hub. Inaugurata alla fine di settembre 2016, nella fabbrica Audi di San José Chiapa – dodicesima stella della galassia produttiva dei Quattro Anelli situata nel cuore del Messico, nello Stato di Puebla – è concentrata l’intera produzione della nuova Q5, che da qui si appresta a raggiungere i clienti di tutto il mondo nell’ambito di un programma le cui aspirazioni sono testimoniate dalla capacità produttiva di 150.000 unità all’anno e dalla creazione di 3.300 posti di lavoro diretti, ai quali bisogna aggiungere un indotto importante, visto che il 65% della componentistica viene prodotta localmente e che la percentuale è destinata da aumentare nel corso del tempo.
 
 


Ma non è solo questo a fare del nuovissimo impianto una sorta di pietra miliare della strategia di sviluppo del costruttore tedesco: quella aperta in Centro America è infatti la prima Smart Factory Audi, l’esemplificazione pratica della fabbrica 4.0 verso la quale tutto il mondo dell’auto sta indirizzando il proprio futuro produttivo.
Con la filosofia che ispira l’innovativo progetto ci siamo potuti confrontare nel corso di un approfondito workshop svoltosi e Ingolstadt, che della “Signora degli anelli” è la storica culla. Si tratta di un’autentica rivoluzione che coinvolge l’intero processo produttivo esplorando le frontiere più avanzate delle tecnologie al servizio dell’attività industriale e della relativa logistica.

La fabbrica digitalizzata trova la sua espressione più significativa nel dispiegamento di antenne Rfid (Radio frequency identification) che sovrintendono alla movimentazione delle merci verso la fabbrica e al suo interno. Qui i carrelli intelligenti, sviluppati ad hoc, trasportano parti e componenti muovendosi in piena autonomia e con assoluta precisione per assecondare con efficiente puntualità le esigenze della produzione, sotto l’occhio attento dei computer e dei monitor del centro di gestione che, con un ruolo strategico analogo a quello di una torre di controllo aeroportuale, rappresenta il cuore e il cervello di tutto l’impianto.

Una visione, quella della fabbrica 4.0 secondo Audi che dice addio alla tradizionale linea di montaggio, a vantaggio di una soluzione più flessibile, adatta a soddisfare le crescenti esigenze di personalizzazione delle vetture: una serie di stazioni di assemblaggio disposte in parallelo, verso le quali le scocche si indirizzano scegliendo la postazione più libera, piuttosto che quella più confacente in base alle specifiche dotazioni richieste dal cliente.
L’automazione così spinta – garantiscono a Ingolstadt – non è vista come alternativa al lavoro umano, ma come un modo per renderlo più agevole, meno stressante e ripetitivo.
 
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Martedì 27 Dicembre 2016, 12:02
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