Offensiva Skoda tra i Suv compatti, già pronto il Karoq, erede dello Yeti

di Sergio Troise
MLADA BOLESLAV - Dopo Kodiaq, è in arrivo un altro Suv della Skoda. Si chiama Karoq (altro nome di origine artica), è un po’ più piccolo del modello che l’ha preceduto e andrà dunque a collocarsi nella fascia degli sport utility compatti, i più richiesti sul mercato europeo. In pratica, prenderà il posto dell’attuale Yeti.

Caratterizzato da uno stile ricercato, ben motorizzato e, soprattutto, assai ben equipaggiato, pare avere le carte in regola per dare ulteriore slancio all’offensiva di prodotto incentrata prevalentemente sui Suv e messa in atto dalla Casa della Repubblica Ceca controllata dai tedeschi di Volkswagen.

Il nuovo Suv verrà lanciato sul mercato nel secondo semestre dell’anno. Ma la Skoda ha illustrato con grande anticipo tutti i dettagli, specificando che il modello “è frutto di un progetto del tutto nuovo, nato dal foglio bianco” e riservandosi di svelare più in là soltanto il prezzo.

Lungo 4.382 mm, largo 1.841, alto 1.605, il Karoq si segnala per uno stile moderno, coerente con quello del Kodiaq, e per la capacità di non far rimpiangere le dimensioni del fratello maggiore. Ciò grazie ad una capacità di carico fuori dal comune e alle svariate possibilità di utilizzazione degli spazi: una specialità della ditta, del resto ampiamente dimostrata già a bordo dello Yeti, suvvettino con sedili posteriori separati, scorrevoli e rimovibili.

Il vano bagagli del Karoq offre – vale la pena sottolinearlo - un volume di 521 litri, ma abbattendo il divano posteriore si raggiunge quota 1.630. Se non bastasse, in abbinamento al sedile posteriore con sistema VarioFlex (optional), il volume di carico può variare in modo flessibile da 479 a 588 litri. E ancora, i sedili possono essere anche smontati completamente: in questo caso il veicolo si trasforma in un piccolo van, capace di offrire un volume di carico fino a 1.810 litri! Come su molti altri Suv di ultima generazione, inoltre, basta un movimento del piede per aprire il portellone.

Cinque le motorizzazioni previste: due a benzina e tre diesel, ovviamente in regola con la normativa Euro 6. Le novità sono rappresentate dai due motori benzina e da due dei motori diesel. Le cilindrate sono rispettivamente di 1.0, 1.5, 1.6 e 2.0 litri, la gamma di potenza spazia da 115 a 190 cv. Tutti i gruppi propulsori sono sovralimentati e a iniezione diretta; dispongono dei sistemi Start/Stop, del recupero di energia in frenata e – secondo le anticipazioni fornite dalla Casa – “sono estremamente parchi nei consumi”.

Ad eccezione del diesel e del benzina più potente, tutti i motori possono essere abbinati a un cambio manuale a 6 rapporti o a un cambio DSG a 7. Soltanto la versione 2.0 TDI 190 cv vanta di serie trazione 4×4 e cambio DSG a 7 marce, mentre il nuovo 1.5 TSI offre la particolarità del sistema di gestione attiva dei cilindri: quelli che non servono, si mettono a riposo autonomamente. La trazione può essere, a scelta del cliente, anteriore o integrale.

In attesa dei primi test su strada, il costruttore dà ampie informazioni su tutto ciò che è stato fatto per ottimizzare la dinamica di marcia e migliorare la sicurezza attiva. Il Dinamic Chassis Control modifica in tempo reale la capacità di assorbimento di ogni singolo ammortizzatore, mentre tra i “valori aggiunti” dedicati all’assetto spiccano le cinque modalità di guida, proposte di serie sulle versioni 4x4: Normal, Sport, Eco, Individual e Snow, cui si somma uno speciale settaggio per i percorsi in offroad.

Tra i 13 sistemi di assistenza alla guida, sono previsti il park assist, l’avvisatore di superamento involontario della corsia di marcia, il controllore dell’angolo cieco, il Front Assistant con funzione predittiva di protezione dei pedoni, l’avvisatore d’emergenza automatico. Non mancano il controllo attivo della distanza di sicurezza dal veicolo che precede e l’avvisatore sui più importanti segnali stradali.

Segni inequivocabili di attenzione all’hi-tech e alle soluzioni più avanzate sono inoltre i fari full LED e il quadro strumenti digitale, liberamente programmabile e configurabile a scelta del guidatore. Inutile dire che sono all’avanguardia anche le dotazioni per connettività, con una serie infinita di possibilità legate ad un monitor da 10,25 pollici completamente configurabile che si affianca allo schermo touch da 9,2 pollici del sistema di infotainment.
 
 
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Martedì 2 Maggio 2017, 13:58
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