Quando lo sport va oltre l'abilità: il progetto SciAbile compie 15 anni con a fianco sempre BMW

di Giampiero Bottino
SALICE D’ULZIO - Mai come in questi tempi calamitosi si è tanto parlato degli “eroi del quotidiano”, di uomini e donne delle istituzioni, delle Onlus, degli organismi non profit sempre pronti a mobilitarsi per salvare delle vite o alleviare delle sofferenze ovunque questo sia necessario. Seppure in situazioni ben diverse da quelle che hanno recentemente travagliato il Paese, anche noi ci siamo imbattuti in piccoli, grandi eroi. Li abbiamo incontrati sulle nevi di Sauze d’Oulx, rinomata località piemontese inserita nella Via Lattea, il grande comprensorio sciistico con oltre 400 km di piste che di snodano su entrambi i versanti – quello italiano e quello francese – delle Alpi.
 
 


Qui dal 2003 opera – sulla pista del Clotes e su un contiguo campetto attrezzato per soddisfare le esigenze di una clientela molto particolare – una scuola di sci davvero speciale, oggi contraddistinta dall’etichetta «Sport Project Sciabile Onlus», nata per iniziativa di un gruppo di maestri di sci e sostenuta fin dall’inizio da Bmw Group Italia, che ha offerto un’ulteriore prova della sua attenzione – non episodica né “propagandistica” – ai valori della Corporate Social Responsability, come sottolinea il numero uno della società Sergio Solero: «Non è questione di presidenti, ma di cultura aziendale condivisa da tutti nostri collaboratori, come pure dai concessionari».

Scopo dell’iniziativa era quello di avvicinare allo sci e allo snowboard, in modo completamente gratuito, persone affette da varie disabilità (relative all’autismo, piuttosto che alla sfera delle patologie genetiche, sensoriali o motorie), nella convinzione che la sport rappresenti l’occasione ideale per uscire dall’isolamento al quale spesso condannano queste malattie o di favorire il recupero post traumatico, come testimonia il caso di due dei testimonial più noti di Progetto Sciabile: Alex Zanardi, il pilota che nel terribile incidente del 2001 al Lausitzring ha perso le gambe, ma non l’ottimismo, il senso dell’umorismo, la determinazione e l’abitudine a vincere, e il “motociclista bionico” Emiliano Malagoli che, pur con la gamba destra sostituita da una protesi in titanio, torna in pista con i colori del team Althea Racing Bmw.

Dovendo però scegliere chi meglio interpreta l’eroismo quotidiano, punteremmo su Carlotta Ventura e sulla meravigliosa famiglia che le dedica ogni momento della giornata. Oltre che, naturalmente, sui maestri che si dedicano con passione a questi allievi così preziosi e delicati. Carlotta, detta Cocca, è una splendida e sfortunata ragazza, alla quale la tetraplegia spastica che la affligge nella forma più grave (livello 4) non impedisce di frequentare né le piste da sci, né le lezioni del terzo anno della facoltà di Psicologia. E neppure di essere la prima atleta a sposare l’idea – lanciata da Bmw – di creare una Nazionale di bocce per le Paralimpiadi di Tokyo 2020. La sfida, iniziata quasi per scherzo con 3-4 concorrenti, vede oggi una cinquantina di aspiranti pronti e partecipare alle selezioni e alle competizioni necessarie per scalare la graduatoria internazionale e trasformare in realtà il sogno olimpico.

Il progetto Bocce Tokyo presenta un’escalation analoga a quella di cui è stato a suo tempo protagonista Sciabile, partito con 5-6 maestri e una quarantina di allievi e che oggi – superati i mille ragazzi che hanno beneficiato di oltre 10.000 ore di lezioni personalizzate – può contare su 26 maestri specializzati, quattro dei quali si occupano anche di formare i colleghi con corsi in programma al Formont, istituzione che fa capo al collegio dei maestri del Piemonte, strutturati in base alle esperienze via via acquisite sul campo. E gli allievi rispondono, anzi «ci hanno insegnato a sospendere il giudizio perché le loro potenzialità superano sempre le nostre aspettative» ci dice Claudia Gambarino, psicologa e maestra di sci, oltre che co-fondatrice dell’iniziativa che oggi, integrata nelle altre attività di Sauze d’Oulx Project, scuola di sci della località piemontese di cui è presidente Alberto Bergoin, altro fondatore di Sciabile, anch’egli maestro di sci nonché istruttore di snowboard.

Si respira un’aria pulita davvero rara di questi tempi (e non solo perché si è in alta montagna) ammirando la professionalità dei docenti e l’entusiasmo con cui gli “studenti” dimenticano i loro problemi per affrontare le discese con le tecnologiche sedie realizzate apposta per le esigenze dei diversamente abili e disponibili in tre tipologie: monosci, che permette di imparare a sciare in maniera indipendente, quella con due sci più comoda e versatile e il tandem ski, usato soprattutto per portare a sciare le persone tetraplegiche. Equipaggiamenti sofisticati ed efficaci, che la scuola di Sauze ha potuto acquisire anche grazie alla generosità della Bmw e degli altri sponsor che ne hanno seguito l’esempio. Come dar torto al presidente Solero, quando afferma che «sono questi i risultati più belli da raccontare»?
 
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Martedì 14 Marzo 2017, 15:23
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