Infiniti Q30, la premium compatta: il
marchio di lusso Nissan accelera in Europa

di Nicola Desiderio
LISBONA - Infiniti ricomincia da Q30, la prima auto compatta della storia del marchio di lusso di Nissan, ma anche la prima ad essere costruita in Europa e la prima a sfruttare una piattaforma completa di derivazione Daimler e non solo singoli componenti. La Q30 è concepita principalmente per i nostri mercati e per questo prodotto presso lo storico stabilimento Nissan di Sunderland, nel Regno Unito, dove si fanno anche Qashqai e Juke e dove i nippo-francesi hanno speso 250 milioni di sterline, assunto 300 persone e addestrato altre 4mila per creare questo modello inedito che ha sotto pelle il pianale MFA delle Mercedes compatte ovvero Classe A, B, CLA e GLA.

Ascendenze tedesche. E proprio a quest’ultima la GLA sembra più vicina nell’impostazione e nelle proporzioni, ma con una connotazione ancora più da automobile perché a presidiare il segmento vero e proprio delle ruote alte tra qualche mese ci penserà la QX30. Il mix tra i due mondi tuttavia è percepibile e voluto perché la Q30 ha le ruote di grandi diametro incastonate in parafanghi ampi e protetti come quelli di un Suv, di contro l’altezza inferiore a un metro e mezzo, il brancardo a profilo alare e il doppio terminale di scarico posteriore la assimilano ad una sportiva, anzi a una coupé rialzata come del resto fa da una vita la QX70, quella che, in un certo senso è da sempre il modello più rappresentativo di Infiniti. E per quanto le forme generali riconducano alle parentele tedesche, gli elementi di stile sono quelli tipici del marchio come la calandra anteriore e doppio arco e il gomito della finestratura laterale interrotto da un profilo a mezzaluna. Il tutto con dimensioni compatte – è lunga 4,43 metri – e un aspetto che, unendo solidità ed eleganza, riesce a distinguersi sia dalla GLA sia dalle altre suv o crossover premium del gruppone come l’Audi Q3, la BMW X1 e anche la Range Rover Evoque.

Quelle somiglianze non strane. L’abitacolo è accogliente e abbastanza spazioso per i passeggeri, meno per i bagagli (368 litri): il prezzo da pagare alla coda rastremata, ma non il solo. La Q30 dentro infatti rivela più di un’affinità con le Mercedes, a cominciare dagli elementi più tipici dell’ergonomia come il freno di stazionamento e la levetta del tergicristallo a sinistra, la levetta rotante per il cruise control e persino i pulsanti di regolazione per i sedili anteriori sui pannelli porta. E pensare che la Mercedes fece causa proprio alla Infiniti perché sulla Q45 i giapponesi li avevano ripresi pari pari dalla Classe S di allora. Farà piacere a chi passerà da un’auto della Stella alla Q30, un po’ meno a chi invece in una Infiniti cerca qualcosa di diverso dalle solite tedesche. Per fortuna proprio i sedili sono diversi – e molto comodi – così come la plancia dove al centro si trova lo schermo da 7 pollici del sistema infotelematico che si comanda attraverso la rotella sul tunnel e fa da visore anche per l’audio Bose i cui altoparlanti servono anche per il sistema di cancellazione attiva del rumore e, nel caso del diesel 2,1 litri, per integrarne il sound. Gradevoli i materiali e i colori, disponibili in tre combinazioni.

La sicurezza che ci aspetta. La dotazione di sicurezza è quella che ci si attende fa un’auto di questo segmento. Ci sono i sensori che tengono d’occhio l’angolo cieco agli specchietti retrovisori, la lettura dei segnali e la commutazione automatica degli abbaglianti per i fari che possono avere anche la versione full led a orientamento dinamico. Non mancano l’allerta contro il superamento accidentale delle linee di demarcazione della carreggiata e il cruise control adattativo il cui radar segnala anche se la distanza di sicurezza non è più sufficiente e, in casi estremi, interviene anche sui freni. A proposito del radar, è perfettamente nascosto dietro il marchio sulla griglia, grazie ad un materiale trasparente ai segnali emessi e ricevuti di rimbalzo, così che il frontale è perfettamente pulito e il sensore è al riparo da urti, sporco e acqua che ne possono compromettere la funzionalità inibendo tutti le funzioni di assistenza alla guida che sono correlate alla sua funzionalità. Gli airbag sono in tutto 7, compreso dunque quello che provvede a proteggere le ginocchia del guidatore.

Sospensioni sorvegliate speciali. Nessuna sorpresa per la meccanica. Le unità a benzina sono tutte di origine tedesca: 1,6 litri da 122 cv o 156 cv 2 litri da 211 cv con il quale la Q30 raggiunge 235 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 7,2 secondi. Ha di serie sia la trazione integrale sia il cambio DCT doppia frizione a 7 rapporti, quest’ultimo di serie anche per il diesel 2,1 litri da 170 cv e disponibile per tutti gli altri motori in gamma che sono però accoppiati solo alla trazione anteriore. L’unità più virtuosa di tutte è l’1,5 litri franco-giapponese da 109 cv che consuma 3,8 litri/100 km pari a 103 g/km di CO2. Grande attenzione per la taratura delle sospensioni. I giapponesi hanno provato oltre 50 soluzioni diverse arrivando a scegliere 3 assetti: uno per le versioni più leggere con motore più piccolo, un altro per quelle più pesanti e potenti e infine un terzo per l’allestimento Sport, più basso di 15 mm e con molle più rigide del 7%. Riviste anche le tarature delle rispettive centraline elettroniche che sovrintendono alla stabilità, la trazione, il cambio, lo sterzo e anche la risposta del motore con il preciso intento di ricavare dallo stesso hardware un prodotto capace di esprimere su strada una personalità propria.

Base identica, risultato diverso. E occorre dire che i tecnici giapponesi sono riusciti nel loro intento. La Infiniti Q30 infatti è un’auto comoda e silenziosa, agile in città, ma anche facile e divertente da condurre quando arrivano le curve. I motori a benzina sono fluidi e reattivi sin dai regimi più bassi grazie alla coppia motrice massima erogata sin da 1.200 giri/min e il 2 litri dà alla Q30 un piglio decisamente sportivo. Il diesel 2.1, grazie ai 350 Nm tra 1.400 e 3.400 giri/min, spinge sempre e in modo convinto, ma non conviene tirarlo troppo altrimenti diventa ruvido mentre l’1.5 si comporta bene nella guida di tutti i giorni e soffre solo in ripresa nelle marce alte, problema che viene mitigato ovviamente con il cambio automatico. Oltretutto la leva del 6 marce manuale offre una manovrabilità solo discreta e il pedale della frizione non è tra i più leggeri. Qualsiasi sia il motore, della Q30 piace per la sintesi raggiunta tra isolamento dalla strada e qualità nella guida, dove la precisione e la naturalezza con la quale reagisce ai comandi restituiscono un piacere di guida fatto di inserimenti rapidi e appoggi solidi senza rollare troppo. Insomma la Q30 comunica sicurezza e sensazioni gradevoli, anche con i propri freni Brembo: pedale pronto e progressivo e decelerazioni sempre potenti ed efficaci.

L’offensiva compatta. La Infiniti Q30 arriverà nei concessionari a gennaio, ma può essere già ordinata: parte da 24.990 euro ed è disponibile in tre allestimenti per i clienti privati (base, Premium e Sport) e due per le flotte (Business e Business Executive). Il nuovo modello darà ovviamente uno shock ai volumi finora esigui registrati da Infiniti in Italia dove sono state vendute dal 2008 circa 2.500 unità, 285 nei primi 9 mesi dell’anno con un incremento del 174%. Nel 2016 l’obiettivo è di passare a 2.800 pezzi, anche grazie all’arrivo della QX30 che darà ulteriore consistenza alla presenza del marchio Infiniti nel nostro paese, ma anche sui mercati mondiali dove il peso delle vetture compatte è sempre maggiore.
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Venerdì 11 Dicembre 2015, 14:25
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