CX-5, bella con l'anima: Mazda lancia la seconda generazione del suo Suv

di Lorenzo Baroni
SIENA - Mettere il guidatore al centro dell’auto, farlo sentire al posto giusto e contornarlo di tutte le attenzioni automatizzando, rendendo naturale e facile ogni sua necessità e movimento. Insomma un’auto pensata e progettata intorno al proprio pilota, sia dal punto di vista dell’ergonomia che del feeling di guida. Questo l’obbiettivo dichiarato dal grande capo di Mazda Masamichi Kogai e perseguito dai suoi progettisti capitananti da Kioshi Fujiwara. Attraverso di loro e dalle loro idee sono scaturite le Mazda degli ultimi anni, una serie di nuovi modelli che hanno ampliato la gamma a inediti segmenti e hanno fortemente rivitalizzato l’intero brand portandolo verso una grande crescita di volumi costante di anno in anno.
 
 


Gran parte di questo successo inizia proprio nel 2012 dalla Mazda CX-5, la prima auto della nuova era di Mazda che oltre a debuttare a testa alta nel settore dei Suv di segmento C introduceva contemporaneamente anche le due tecnologie su cui ricostruire il resto della gamma negli anni seguenti. Si tratta dei motori diesel e benzina con architettura Sky Active e poi di quella cura del design estetico e negli interni che va sotto il nome di Kodo Design.
Questo ha fatto si che la CX-5 divenisse in poco tempo la vera regina tra i prodotti Mazda trainando le vendite di questo marchio verso risultati da record per il marchio giapponese. Così, dopo il rinnovamento di tutta la gamma e l’arrivo anche del piccolo Suv CX-3, si ricomincia dalla CX-5 rinnovandola completamente tanto nell’estetica quanto negli interni.

La CX-5 targata 2017 cerca di mantenere tutti i punti di forza della versione precedente, ampliandone il raggio d’azione e migliorandone alcuni aspetti, il tutto con l’obbiettivo di consegnare ai clienti un’auto con una personalità rafforzata e più attenta alle esigenze del guidatore. La nuova CX-5 propone un design moderno, filante e ben realizzato, che unisce praticità e spazio a bordo a finiture interne tipiche dei segmenti premium. Più lunga e più bassa rispetto alla vettura che l’ha preceduta, propone un comportamento stradale più preciso e incisivo. Esteticamente rappresenta un’evoluzione dello stile Kodo e lo fa utilizzando fari più sottili, un parabrezza arretrato e un raccordo più filante con il cofano: qui i tergicristalli scompaiono dalla vista laterale risultando incassati sotto la zona terminale del cofano. Questa soluzione, oltre a rendere più pulito e lineare il profilo dell’auto, ne migliora anche l’aerodinamica e ne riduce fortemente la formazioni di vorticità e turbolenze a tutto vantaggio del comfort, della rumorosità e della insonorizzazione all’abitacolo.

L’idea attorno al quale è sviluppato la nuova Mazda CX-5 è quella della comodità: vanno in questa direzione i sedili progettati per ridurre la stanchezza del guidatore e il miglioramento dell’isolamento acustico ottenuto con nuove guarnizioni sia sulle portiere che sulla carrozzeria. Esteticamente balzano alla vista la linea di cintura alta e le superfici vetrate laterali allungate e sfuggenti. Spostandoci all’intendo dell’auto scopriamo una consolle centrale totalmente ridisegnata nella forma e spostata più in alto con all’interno anche nuove bocchette per l’aria. Si rinnovano anche i display della strumentazione con uno schermo a colori TFT da 4,6 pollici e il nuovo head-up display che proietta dati sul parabrezza.

Tre le motorizzazioni disponibili tutte con sistema Skyactive che innalza il rapporto di compressione dei motori a benzina e riduce quello dei diesel. Si tratta di due diesel entrambi Skyactive-D da 2.200 cc (con potenza da 150 oppure da 175 cv) il motore benzina denominato Skyactive-G ha una cilindrata di 2.000 cc, un rapporto di compressione di 14:1, la coppia è di 210 Nm e la potenza pari a 165 cv (160 cv nel caso della trazione integrale AWD).

La nuova CX-5 dal punto di vista dinamico introduce anche un’evoluzione del sistema G-Vectoring Control (GVC) che punta a migliorare il comfort di marcia dal momento che il dispositivo agisce contemporaneamente su molteplici parametri dell’auto (carico motore, coppia potenza e ruote) il tutto per garantire comfort e migliorare la trazione e il grip tra ruote e asfalto. Migliora anche il livello di vibrazioni e di rumorosità del cuore a gasolio che ora diventa ancora più ovattato e silenzioso mentre lo sterzo si mantiene preciso e piacevole nella guida, rendendo l’auto maneggevole e divertente da guidare sui percorsi più tortuosi, merito anche delle sospensioni multilink posteriori che svolgono un buon lavoro in sinergia con un telaio rigido e dai pesi ben distribuiti tra anteriore e posteriore. Ancora qualche riserva sul prezzo che sarà comunque allineato a quello della precedente versione, mentre la consegna dei primi modelli è prevista in Italia poco prima della prossima estate.
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Domenica 26 Marzo 2017, 15:55
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