AC Cobra GT Coupé, le emozioni dell’inglese dal cuore americano ora anche con il tetto

L'Ovale rilucida il mito. In attesa del 2027 quando tornerà anche in Hypercar Ford tiene sempre alta una tradizione senza uguali

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Una Cobra non è un serpente, ma una bellissima macchina sportiva old style inglese con motore americano. Gli appassionati lo sanno molto bene. Ed ora, dopo oltre 70 anni di vita dell’originaria Ace del 1953, ci sarà anche una versione GT Coupé capace, come la versione scoperta, di offrire emozioni forti festeggiando come si deve i 125 anni della più antica casa automobilistica britannica.

Ovviamente tra la AC Cobra di allora e quella di oggi non c’è alcun legame tecnico, ma lo stile, beh quello è assolutamente inconfondibile, immortalato da innumerevoli pellicole tra i quali “Le Mans ’66 – La grande sfida” nel quale Carrol Shelby (Matt Damon) ne guida una rossa motorizzata con un V8 Ford da 289 pollici cubi. Fu infatti l’ex pilota vincitore alla 24 Ore del 1959 a chiedere nel 1961 all’Auto Carriers – da qui la sigla AC – di West Norwood di poter utilizzare il “glider” (la vettura senza il motore) britannico mettendovi un V8 Ford della serie Windsor per farne una sportiva in grado di far mangiare la polvere alle Chevrolet Corvette.

Nacque così il mito delle Cobra, simbolo scelto già da allora da Shelby per marchiare le proprie vetture e nel 1964 fu la stessa AC a promuovere la partecipazione a Le Mans (dove aveva già ottenuto due vittorie e due piazzamenti di classe) che però fu funestata da un tragico incidente in gara, nel quale fu coinvolta anche la Ferrari di Giancarlo Baghetti, che provocò la morte di tre giovani spettatori. Nello stesso anno Shelby decise di installare il V8 390 (6,4 litir) per battere le Ferrari, ma il telaio progettato inizialmente da Eric George Gray diventò sottodimensionato. Fu allora che l’ex pilota texano studiò con Ford un telaio completamente nuovo vestito da forme decisamente più muscolose.

Il motore scelto per la nuova “bestia” era l’altrettanto bestiale 427 FE (da Ford-Edsel) da 7 litri da 425 cv studiato per la NASCAR e che fu anche l’artefice della prima vittoria della GT40 a Le Mans nel 1966. Era soprannominato appunto “the beast” o anche “side-oiler” perché utilizzava un circuito di lubrificazione che inviava l’olio prima nella parte bassa del blocco attraverso un ingresso laterale invece che sulla testata. Purtroppo la vettura mancò l’omologazione e Shelby decise allora di “stradalizzare” i 31 esemplari prodotti. Ne venne fuori la Cobra 427 S/C (Semi/Competition) che oltre a correre e vincere nelle mani private, è diventato un prezioso pezzo da collezione.

La AC ha prodotto anche altre auto di molti tipi e ha avuto più volte problemi finanziari che ne hanno messo a repentaglio l’esistenza, ma dal 2022 è diventata proprietà della Acedes Holding, gruppo finanziario londinese, ed è condotta dallo svizzero David Conza che ha promosso un nuovo ciclo con nuovi prodotti basati su una nuova piattaforma tecnica, composta da un raffinato telaio space frame in estrusi di alluminio (realizzata con la collaborazione della italiana Cecomp) e carrozzeria in fibra di carbonio, ma caratterizzati da uno stile semplicemente inconfondibile.

Le Cobra anche oggi montano motori V8 Ford, ma unità più moderne della famiglia Coyote da 5 litri, aspirato da 455 cv e sovralimentato con compressore volumetrico da 730 cv e 820 Nm che permette alla Cobra di raggiungere i 320 km/h e accelerare da 0 a 60 miglia orarie (96 km/h) in meno di 3,5 secondi. Nel primo caso gioca a favore la forma a coda tronca tipo “Kammtail” che favorisce l’aerodinamica, nel secondo la forza debordante del V8 americano che mette a dura prova l’aderenza degli pneumatici posteriori. Il cambio è manuale a 6 marce o automatico-sequenziale a 10 rapporti con levette dietro al volante.

Progettata in Germania e prodotta in Svezia grazie ad un accordo con la T-Engineering, la AC Cobra può anche montare un “blasfemo” motore elettrico da ben 460 kW (625 cv) e con il V8 ha una massa non proprio da peso leggero (1.600 kg), ma perfettamente bilanciata sui due assali. Previsto entro l'anno l'arrivo di un 4 cilindri 2 litri da circa 400 cv. Il prezzo? 234mila sterline (pari a 270mila euro) più le tasse e le inevitabili personalizzazioni per le quali la AC Cars mette a disposizione un reparto apposito in grado di accontentare qualsiasi capriccio con cura artigianale. Del resto anche ogni AC Cobra è realizzata a mano, al momento al ritmo di poco più di 100 pezzi all’anno, ma con l’obiettivo di arrivare presto a 1.000.




