Aixam amplia la gamma: minicar sempre più elettriche, ma il diesel resta. Ecco Easy, il modello d’ingresso della gamma
Per molto tempo sono state chiamate, con una certa sufficienza, “macchinette”. Oggi, invece, le minicar sono diventate uno dei laboratori più interessanti della mobilità urbana. Restano veicoli di nicchia, certo, ma intercettano esigenze molto concrete: il primo mezzo a quattro ruote per i ragazzi, una soluzione compatta per chi si muove in città, un’alternativa allo scooter quando si cerca maggiore protezione, oppure un veicolo da lavoro agile per artigiani e professionisti. Che, lo ricordiamo, si può guidare senza patente per l’auto, basta il patentino AM per il ciclomotore.
È dentro questo scenario che Aixam Mega, marchio francese nato nel 1983 e specializzato nei quadricicli leggeri, presenta la nuova fase della propria strategia italiana. Da una parte c’è il rafforzamento della gamma Premium, con interni completamente rinnovati e dotazioni sempre più “automobilistiche”. Dall’altra c’è l’arrivo di Easy, modello di accesso pensato per abbassare la soglia d’ingresso senza rinunciare agli standard costruttivi del marchio.

Il momento è particolare. Il mercato italiano dei quadricicli ha rallentato, dopo anni di forte vivacità legata anche all’arrivo di modelli elettrici molto riconoscibili, ma la domanda non è scomparsa: si sta semplicemente selezionando. Nel 2025 le immatricolazioni complessive sono diminuite, mentre le versioni elettriche hanno ormai superato nettamente quelle termiche. È un passaggio significativo, perché fino a pochi anni fa il mondo delle minicar era terreno esclusivo dei piccoli diesel. Oggi, invece, il cliente urbano guarda con sempre maggiore interesse ai modelli a batteria, silenziosi, semplici da guidare e adatti agli spostamenti quotidiani.

Aixam Italia rivendica una posizione solida in questo quadro. Nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 58,7 milioni di euro e, con oltre 4.400 veicoli venduti negli ultimi dodici mesi, dichiara una quota del 34% sul mercato nazionale. Numeri che raccontano un marchio cresciuto in controtendenza rispetto al rallentamento generale del settore, grazie a una rete distributiva ampia e a un posizionamento che non punta soltanto al prezzo, ma anche alla qualità percepita, al servizio e alla possibilità di scelta.
La novità più recente si chiama Easy. Il nome dice già molto: è il modello di accesso alla gamma Aixam, disponibile sia con motore diesel sia in versione elettrica, pensato per chi cerca una minicar più economica e meno ricca di dotazioni, ma non per questo essenziale nella costruzione. È un prodotto rivolto a due pubblici diversi. Da un lato ci sono gli adolescenti e le famiglie che cercano un primo mezzo a quattro ruote guidabile con patente AM dai 14 anni. Dall’altro ci sono adulti con patente B che desiderano un veicolo compatto, facile da parcheggiare, adatto a percorsi cittadini e a un utilizzo quotidiano senza complicazioni.

Easy gioca anche sulla personalizzazione. Le pellicole adesive per il cruscotto e gli inserti per i pannelli porta permettono di cambiare l’ambiente interno con un linguaggio più vicino a quello degli accessori moda che a quello dell’auto tradizionale. È un dettaglio tutt’altro che secondario, perché il pubblico giovane guarda alle minicar non solo come mezzi di trasporto, ma anche come piccoli oggetti identitari.
Più in alto si colloca la gamma Premium, composta dai modelli City, Coupé e Cross. Qui la carrozzeria resta sostanzialmente fedele allo stile già conosciuto, mentre il cambiamento più importante riguarda l’abitacolo. Aixam introduce un nuovo cruscotto, un volante ridisegnato, sedili più curati e soprattutto uno schermo panoramico da 23 pollici, una soluzione insolita nel settore delle minicar. Sulle versioni più ricche diventano disponibili dotazioni che fino a qualche anno fa sarebbero sembrate fuori scala per un quadriciclo: ABS, climatizzatore, sedile di guida riscaldato, sensori di retromarcia, impianto audio più curato, finiture e cerchi specifici.

È uno dei segnali più evidenti dell’evoluzione del segmento. Le minicar non cercano più soltanto di essere una risposta pratica alla mobilità a bassa velocità. Vogliono offrire comfort, stile, sicurezza percepita e una qualità d’uso sempre più vicina a quella delle automobili, pur restando veicoli con caratteristiche e limiti propri: dimensioni ridotte, velocità contenuta e un impiego prevalentemente urbano o periurbano.
Resta centrale anche il tema dello spazio. Tutti i modelli Aixam dispongono di un bagagliaio vero, con capacità che va dai 422 litri della Easy ai 640 litri della Cross. È un aspetto che spesso pesa più di quanto si immagini nella scelta d’acquisto, perché distingue questi quadricicli da soluzioni più minimali e li rende utilizzabili anche per la spesa, per il tempo libero o per piccoli trasporti quotidiani.
Accanto ai modelli per privati, Aixam continua a proporre la gamma Pro, pensata per artigiani, servizi urbani e attività professionali. Le versioni Furgone e Doppio pianale sono quadricicli da lavoro che puntano su ingombri ridotti, facilità di accesso nelle zone urbane e capacità di carico. Anche in questo caso la scelta fra termico ed elettrico resta aperta, perché le esigenze di un professionista possono essere molto diverse da quelle di un ragazzo che usa la minicar per andare a scuola o muoversi nel proprio comune.
Proprio qui si inserisce uno dei punti più interessanti della strategia Aixam. L’elettrico ha superato il diesel sia nelle vendite del marchio sia nel mercato complessivo dei quadricicli, ma l’azienda non intende abbandonare le versioni a gasolio. La ragione è pratica prima ancora che commerciale. Le minicar elettriche possono essere ricaricate collegandole alla normale rete domestica, una soluzione semplice per chi dispone di un box, di un cortile o comunque di una presa accessibile. Ma non tutti i clienti hanno questa possibilità. Inoltre la presa Tipo 2 per la ricarica alle colonnine pubbliche è stata introdotta soltanto sui modelli della gamma Premium, mentre per alcuni utilizzatori restano importanti percorrenze quotidiane o modalità d’uso che superano i limiti dell’autonomia elettrica.
In altre parole, la transizione è in corso, ma non procede allo stesso ritmo per tutti. L’elettrico è ormai la direzione principale del mercato, soprattutto nelle città e fra i clienti più giovani, ma il diesel conserva un ruolo per chi vive fuori dai centri urbani, non dispone di ricarica domestica o ha bisogno di utilizzare il veicolo senza dipendere dalle soste di rifornimento elettrico.

A sostenere la crescita del marchio c’è anche la struttura industriale. Aixam Mega produce in Francia, dove sono concentrati progettazione, componenti e assemblaggio. Alla fine del 2024 è stato inaugurato un nuovo stabilimento, frutto di un investimento di circa 30 milioni di euro, che ha aggiunto 18.000 metri quadrati di superficie e aumentato del 50% la capacità produttiva, fino a un potenziale di 30.000 veicoli l’anno. Per un costruttore di nicchia, sono numeri importanti, perché indicano la volontà di restare protagonista in un settore diventato più competitivo con l’ingresso di grandi gruppi automobilistici.
La rete italiana rappresenta l’altro pilastro. Aixam conta 102 distributori e 150 punti vendita, con una scelta precisa: niente vendita online, ma rapporto diretto con il cliente, test drive, consulenza e assistenza post-vendita. È una filosofia quasi tradizionale in un mercato che tende a digitalizzare tutto, ma ha una sua logica. La minicar, infatti, viene spesso acquistata da famiglie che vogliono capire bene il prodotto prima di affidarlo a un figlio, oppure da clienti adulti che chiedono spiegazioni su ricarica, autonomia, costi e manutenzione.

A questo si aggiungono le formule finanziarie. Alla collaborazione con Agos per finanziamenti tradizionali e valore futuro garantito si affianca ora il noleggio a lungo termine full service con Agos Renting, comprensivo di coperture assicurative. È una soluzione coerente con un tipo di veicolo che in molti casi viene usato per un periodo limitato: gli anni prima della patente B, oppure una fase specifica della vita urbana o professionale.
Il quadro che emerge è quello di un settore piccolo, ma non marginale. I quadricicli non sostituiranno l’auto tradizionale, e sarebbe sbagliato leggerli con quel metro. La loro forza sta altrove: occupano meno spazio, consumano poco, entrano nelle abitudini di chi ha bisogno di muoversi in modo semplice e, nel caso dei più giovani, offrono una prima esperienza di mobilità individuale più protetta rispetto alle due ruote. Aixam prova a presidiare entrambe le anime del mercato: quella accessibile, con Easy, e quella più ricca, con la gamma Premium. Senza dimenticare che la mobilità del futuro, almeno per ora, non è fatta da una sola soluzione, ma da molte risposte diverse a bisogni molto concreti.




