Hyundai svela nuova Tucson: cambia stile e punta su tecnologia e spazio a bordo

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La prima impressione conta, soprattutto quando davanti si ha un modello che da anni rappresenta uno dei pilastri della gamma europea. E osservando dal vivo ad Amsterdam la nuova Hyundai Tucson, una cosa appare immediatamente evidente: il cambiamento rispetto alla generazione precedente è molto più netto di quanto possa sembrare guardando semplicemente una fotografia.
Non è un restyling e non c’è neppure la volontà di conservare a tutti i costi i tratti della Tucson che conosciamo. Hyundai cambia registro, lavorando su proporzioni, superfici e soprattutto sulla presenza visiva del suo C-SUV. Le dimensioni crescono: 4,56 metri di lunghezza, 1,90 di larghezza e 1,67 di altezza, con un passo portato a 2,72 metri. Rispetto al modello precedente significa rispettivamente 50, 35, 20 e 40 millimetri in più. Numeri che raccontano soltanto una parte della trasformazione, perché è soprattutto lo stile a segnare il passaggio generazionale.

Il design cambia completamente. Dal vivo il legame con la Hyundai Santa Fe appare evidente. Non si tratta di una semplice operazione di copia e incolla, ma di una parentela stilistica che emerge soprattutto nella maggiore squadratura dell’insieme, nelle proporzioni più solide e nella ricerca di un’immagine da SUV più marcata. È una direzione molto diversa da quella della Tucson uscente, caratterizzata da un design complesso, fatto di superfici fortemente lavorate e da un frontale nel quale le luci si integravano nella grande calandra. La nuova generazione appare invece più robusta, pulita e visivamente importante. Hyundai definisce questo linguaggio “Art of Steel”: passaruota muscolosi, superfici tese e linee nette sfruttano la forma della carrozzeria per trasmettere una sensazione di solidità. Particolare anche il trattamento delle luci. Davanti debutta la firma H-Edge, sviluppata per sottolineare la larghezza dell’auto, mentre posteriormente troviamo i gruppi ottici Prism Rear Lamp dalla struttura tridimensionale. A seconda dell’allestimento, la tecnologia Micro Pixel Lighting arriva a utilizzare 25.600 singoli pixel LED. I cerchi hanno dimensioni comprese tra 17 e 20 pollici.

Hyundai sceglie di non fare modelli tutti uguali. La nuova Tucson permette però di leggere anche un cambiamento più ampio nella strategia Hyundai. In un mercato nel quale molti costruttori tendono a replicare lo stesso frontale e lo stesso linguaggio su vetture di dimensioni differenti, il marchio coreano sta percorrendo una strada meno scontata: costruire famiglie di prodotto dotate di una propria personalità. La gamma Ioniq segue una direzione fortemente tecnologica e immediatamente identificabile. Tucson e Santa Fe parlano invece un linguaggio più vicino al mondo dei SUV tradizionali, robusto e deciso. Anche la Bayon conserva una propria riconoscibilità senza diventare semplicemente la riproduzione in scala di un modello superiore. La Tucson è probabilmente uno degli esempi più chiari di questa filosofia. Rimane inequivocabilmente una Hyundai, ma non ha bisogno di assomigliare a ogni altra Hyundai per esserlo. Ed è una scelta interessante perché permette di evitare quell’effetto “matrioska” che per anni ha caratterizzato le gamme di diversi marchi automobilistici.

Dentro il salto generazionale è ancora più evidente. Se all’esterno il cambiamento è importante, l’abitacolo della nuova Hyundai Tucson compie forse un salto ancora maggiore. Anche qui, vedendola dal vivo ad Amsterdam, la distanza dalla generazione uscente è immediata. L’ambiente è più moderno e arioso, con una plancia sviluppata orizzontalmente e una sensazione generale di maggiore qualità percepita. Il protagonista è naturalmente il grande display centrale, disponibile nelle configurazioni da 12,9 oppure 17 pollici, affiancato da una strumentazione digitale da 9,9 pollici collocata direttamente nel campo visivo del conducente.
Hyundai, però, non ha eliminato indiscriminatamente i comandi fisici: sotto il touchscreen rimangono pulsanti dedicati alle funzioni utilizzate più frequentemente. È una soluzione che cerca un punto d’incontro tra digitalizzazione ed ergonomia, evitando di trasferire necessariamente ogni comando all’interno dello schermo. Il selettore shift-by-wire del cambio viene spostato sul piantone dello sterzo, liberando spazio sul tunnel centrale. La plancia adotta inoltre una struttura su due livelli, con una grande zona portaoggetti aperta nella parte inferiore.

Uno schermo da 17 pollici e Android Automotive. Il sistema multimediale Pleos Connect è basato su Android Automotive OS e integra infotainment, funzioni della vettura, applicazioni compatibili e servizi connessi. Arriva inoltre Gleo AI, assistente vocale capace di accedere a informazioni online, mentre gli aggiornamenti OTA permettono di aggiornare a distanza alcune funzioni software e dell’infotainment. Tra le dotazioni disponibili figurano anche un impianto Bang & Olufsen a 12 altoparlanti, due basi di ricarica wireless Qi 2.0 da 15 W e porte USB-C fino a 100 W. L’upgrade rispetto alla Tucson precedente, quindi, non riguarda soltanto le dimensioni del monitor. Cambia l’impostazione stessa dell’interfaccia uomo-macchina e, più in generale, la percezione di trovarsi all’interno di un modello appartenente a una generazione completamente nuova.

Più grande fuori, ma soprattutto più spaziosa dentro. L’aumento delle dimensioni viene sfruttato per migliorare l’abitabilità. Il divano posteriore è frazionabile secondo lo schema 40:20:40 e può scorrere longitudinalmente per 150 millimetri, permettendo di privilegiare, a seconda delle necessità, lo spazio per i passeggeri o la capacità di carico. Il bagagliaio raggiunge 695 litri secondo il metodo VDA. Interessante anche l’apertura delle porte posteriori fino a 83 gradi, una soluzione apparentemente secondaria ma utile nell’utilizzo familiare, soprattutto quando bisogna sistemare un seggiolino. Tra gli equipaggiamenti più sofisticati compaiono l’Ergo Motion Seat con sistema pneumatico a sette celle e funzione massaggio e il Relaxation Comfort Seat, che consente di reclinare il sedile con un solo comando.
Benzina, full hybrid e plug-in hybrid. Nessuna versione completamente elettrica: per quella parte del mercato Hyundai dispone già di una gamma specifica con i modelli Ioniq. La Tucson punta invece su un’offerta articolata intorno al 1.6 T-GDI benzina. La versione di ingresso sviluppa 150 CV, mentre la full hybrid sale a 245 CV e 380 Nm. Al vertice troviamo la plug-in hybrid da 292 CV e 380 Nm. Quest’ultima utilizza una batteria da 17,1 kWh e punta a raggiungere fino a 81 chilometri di percorrenza in modalità elettrica con cerchi da 17 pollici, dato ancora soggetto all’omologazione definitiva. Il caricatore di bordo in corrente alternata raggiunge 7,2 kW. La full hybrid dispone invece di una batteria da 1,49 kWh e introduce l’HEV Stay Mode, che permette di mantenere attivi climatizzazione, impianto audio e ricarica dei dispositivi durante le soste anche con il motore termico spento.

La tecnologia non si ferma all’infotainment. La nuova Tucson introduce anche un pacchetto di assistenza alla guida più evoluto. Tra le funzioni disponibili troviamo il Memory Reverse Assist, capace di memorizzare il percorso effettuato fino a 30 km/h e successivamente gestire lo sterzo durante la retromarcia lungo la traiettoria registrata. Il Ground View Monitor permette invece di osservare meglio la zona circostante e sottostante la vettura, mentre il Trailer Reverse Assist interviene sullo sterzo durante le manovre con un rimorchio. Completano il quadro sette airbag, Forward Collision-Avoidance Assist 2, Highway Driving Assist 2, cruise control intelligente basato sulla navigazione, monitoraggio dell’abitacolo e sistemi di assistenza per l’angolo cieco e l’uscita sicura.

Nuova Tucson, Hyundai cambia passo. È però tornando all’auto vista dal vivo che emerge il punto forse più interessante. La nuova Tucson sembra appartenere a un’altra generazione non soltanto tecnicamente, ma concettualmente. Il modello precedente aveva costruito buona parte della propria identità su un design elaborato e immediatamente riconoscibile. Hyundai non ha cercato di evolvere semplicemente quella formula: ha preferito cambiare pagina. Ad Amsterdam l’impatto visivo è notevole. Le maggiori dimensioni contribuiscono, ma sono soprattutto il frontale, le superfici più robuste e l’impostazione complessiva a far percepire una vettura più importante.
E una volta aperta la portiera, il grande display centrale e la nuova architettura della plancia rendono altrettanto evidente il salto compiuto nell’abitacolo. La Tucson diventa così anche un tassello della nuova identità Hyundai. Non un unico stile applicato indistintamente a tutta la gamma, ma caratteri diversi per famiglie diverse: Ioniq da una parte, Tucson e Santa Fe dall’altra, Bayon con una propria strada. Una strategia che rende meno uniforme la fotografia complessiva della gamma, ma che porta con sé un vantaggio evidente: permette a ogni modello di avere qualcosa da raccontare e soprattutto una propria identità. E, almeno nel caso della nuova Tucson, di farsi riconoscere al primo sguardo.
Nuova Hyundai Tucson – Scheda tecnica
Lunghezza: 4.560 mm
Larghezza: 1.900 mm
Altezza: 1.670 mm
Passo: 2.720 mm
Bagagliaio: 695 litri VDA
Motore benzina: 1.6 T-GDI, 150 CV
Full Hybrid: 245 CV, 380 Nm
Plug-in Hybrid: 292 CV, 380 Nm
Batteria PHEV: 17,1 kWh
Autonomia elettrica PHEV: fino a 81 km, dato provvisorio
Ricarica PHEV: AC fino a 7,2 kW
Cerchi: da 17 a 20 pollici
Display centrale: 12,9 o 17 pollici




