Suzuki svela e-Sky, la sua prima kei car 100% elettrica. Debutto in autunno per recuperare terreno sul mercato dei mini-EV

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Suzuki ha presentato il prototipo della sua prima «kei car» elettrica destinata all'uso privato, un segmento in cui il colosso giapponese arriva con ritardo rispetto ai concorrenti nazionali e alla cinese BYD. Il modello, denominato e-Sky, è stato mostrato alla stampa a Sodegaura, nella prefettura di Chiba, e sarà commercializzato in Giappone già a partire dall'autunno. Le «kei car» sono la categoria di micro-vetture più diffusa in Giappone, apprezzate per le dimensioni compatte, i consumi contenuti e i costi di gestione ridotti.

Secondo l'azienda, l'e-Sky vanta un'autonomia di 310 chilometri con una singola ricarica, un valore considerato elevato per il segmento, reso possibile da un'efficienza energetica di 97 watt/ora per chilometro, superiore a quella dei modelli concorrenti, ottenuta anche grazie alla riduzione del peso del veicolo. A differenza di molte EV, spiega la casa auto, la e-Sky è stata progettata per offrire una guida simile a quella dei motori termici, con un'accelerazione progressiva e il mantenimento della tradizionale leva del cambio, anziché i pulsanti elettronici.

«Si può guidare senza accorgersi che è un'elettrica», ha spiegato il capo ingegnere Tomoyuki Tsubata, sottolineando la volontà di facilitare la transizione dagli attuali utenti di kei car a benzina. Il prezzo non è stato ancora reso noto, ma l'azienda ha dichiarato l'intenzione di renderlo accessibile: i modelli concorrenti partono da circa 2 milioni di yen (10.800 euro), con incentivi statali fino a 580.000 yen.

Suzuki, che nell'anno fiscale 2025 ha venduto circa 550.000 miniveicoli in Giappone, con una quota del 30%, arriva in ritardo in questo segmento: Nissan, Mitsubishi e Honda commercializzano mini-EV dal 2022, mentre lo scorso luglio BYD ha lanciato sul mercato nipponico il modello Racco, sviluppato appositamente per il Paese.





