Temerario, c’è il fascino GT3: appena nato il nuovo gioiello Lamborghini scende nell’arena

Vacanze rombanti, dalla Ferrari alla Ducati: ecco le tante attrattive della Motor Valley per chi ama i motori

Lamborghini Urus SE Performante: debutta a Goodwood il super Suv del Toro che alza ancora l’asticella

Lamborghini, l'app ufficiale Apple Vision Pro consente di esplorare le supercar del Toro in ogni dettaglio
Un toro lontano dall’arena non è un toro. Ecco perché, pochi mesi dopo il lancio, la Lamborghini Temerario avrà pronta la sua GT3 per correre nel WEC, nell’IMSA e nelle varie corride rappresentate dai campionati GT sparsi nel mondo. Eppure per il fondatore Ferruccio Lamborghini l’arena delle piste era vietata. Qualcuno provò in azienda a fargliela sotto il naso preparando una Miura J – la lettera del regolamento FIA che regola la trasformazione dei modelli in serie in auto da competizione – ma lui sedò senza pietà l’ammutinamento dei suoi. Leggenda dice che negli anni ’70 ci fu chi preparò una Jarama e una Urraco per farle fare i rally e nel 1975 solo per un soffio una Islero GT400 non fece la 24 Ore di Le Mans. La Lamborghini ufficialmente non ne sapeva niente, ma fornì freni potenziati e sospensioni ribassate. In quell’occasione, il fato allungò una mano e poi la ritrasse perché quella Lambo, inizialmente non qualificata, fu riammessa in gara.

Peccato che i piloti se ne fossero già tornati a casa e, quando la direzione di gara riuscì a contattarli, era ormai troppo tardi. E chi non ricorda l’urlo del V12 della Murciélago GT-R del team JLOC che all’edizione del 2006 resistette per 283 giri prima di essere costretta al ritiro, ma vinse il campionato Asian Le Mans Series? Senza contare i progetti mai andati veramente in porto come la Countach QVX di Gruppo C alla metà degli anni ’80, il mitico V12 di Formula 1 progettato da Mauro Forghieri e che per poco non finì sulla McLaren guidata da Ayrton Senna e, per finire la SC63 LMDh che solo a fine carriera ha mostrato il suo potenziale.

Dove la Lamborghini con la sua Squadra Corse si è dimostrata davvero vincente è nelle GT dove dal 2015 con la Huracàn GT3 ha conquistato ben 96 titoli e 187 vittorie tra cui tre trionfi di categoria consecutivi alla 24 Ore di Daytona (2018, ’19 e ’20) e due a Sebring (2018 e ’19). E, se si considera che Lamborghini ha prodotto diverse centinaia della Huracàn da corsa nelle sue tre evoluzioni e per i campionati monomarca Super Trofeo, si capisce che anche la nuova Temerario GT3 non è solo questione di prestigio, ma anche di munifico business. La nuova nata monta lo stesso V8 4 litri della versione di serie, ma per regolamento è privo della porzione elettrica del sistema ibrido, ha un cambio sequenziale a 6 rapporti e un sistema di sovralimentazione che ne castra la potenza a circa 550 cavalli.

La scocca in alluminio è quella, ma la carrozzeria, concepita per facilitare il montaggio e lo smontaggio rapidi di ogni componente, è in carbonio e diversi sono i sottotelai e le sospensioni con regolazione a 6 vie. Da regolamento i cerchi sono da 18” e ovviamente è stata modificata tutta l’aerodinamica in funzione della deportanza e del raffreddamento. L’obiettivo è avere una vettura dotata di una finestra di performance più ampia, ovvero capace di andare forte in un numero maggiore di circuiti e condizioni. Ci riuscirà? Il primo appuntamento per scoprirlo è per il 21 marzo prossimo alla 12 Ore di Sebring. E vedremo se la Temerario GT3 porterà un’altra primavera per Lamborghini.




