Giacomo Roccatagliata

Addio a Giacomo Roccatagliata, gentiluomo delle auto storiche. Alberto Scuro (ASI): «Un esempio per tutto il movimento»

di Sergio Troise
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NAPOLI - Il mondo dell’automobilismo storico è in lutto per la morte di Giacomo Roccatagliata, presidente onorario emerito del CAMEC (Club Automotoveicoli Campano) e figura assai nota tra appassionati e collezionisti di tutta Italia. Per molti anni consigliere nazionale dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano) era noto per la straordinaria competenza e capacità organizzativa, ma anche, se non soprattutto, per il tratto signorile, la cortesia dei modi, la sensibilità e l’umanità che caratterizzavano il suo stile di vita.

Roccatagliata, che aveva 78 anni, è spirato la mattina del 13 maggio nell’ospedale di Sant’Agata dei Goti (Benevento), dove era ricoverato da tempo per le conseguenze del grave incidente stradale di cui era rimasto vittima il 26 settembre 2018 sull’autostrada del sole mentre si stava recando a Roma per partecipare all’Autoshow dell’ASI. La sua auto d’epoca, un’Alfa Romeo 6C 2500 T del 1939, venne violentemente tamponata da un furgone e prese fuoco. Rimasto per troppo tempo intrappolato nell’abitacolo, Roccatagliata respirò fumi tossici che hanno minato irrimediabilmente l’apparato respiratorio.

I funerali si svolgeranno mercoledì 15 maggio alle 11.30 nel duomo di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) sua città natale e sede del sodalizio da lui fondato nel 1972 assieme ad un gruppo di appassionati, in testa il conte Giuseppe Del Balzo di Presenzano, primo presidente del CAMEC.

Federato all’ASI dal 1973, il sodalizio di Santa Maria caro a Roccatagliata aveva festeggiato nel maggio del 2018 i 45 anni di attività con un memorabile evento organizzato a Caserta, al quale aveva preso parte anche Maurizio Speziali (all’epoca ancora al vertice dell’ASI) che nell’occasione spese parole di grande apprezzamento per il lavoro svolto dall’amico casertano.

Negli ultimi tempi le precarie condizioni di salute avevano convinto Roccatagliata ad escludersi da funzioni operative (affidate a persone di sua fiducia, in testa l’adorato nipote Marco) e a svolgere compiti di supervisione nel ruolo di presidente onorario emerito. Ma il CAMEC era sempre in cima ai suoi pensieri, così come l’adoratissima Lancia Lambda degli anni 20, l’auto più importante della sua prestigiosissima collezione custodita nel palazzo di famiglia di Santa Maria Capua Vetere.

Venuto a conoscenza della grave perdita, l’attuale presidente dell’Automotoclub Storico Italiano, Alberto Scuro, si è unito al cordoglio dei soci del CAMEC e ha così ricordato la figura di Roccatagliata: “E’ stato uno dei pilastri della nostra Federazione. Era stato consigliere per due mandati e, soprattutto, il volto nobile del motorismo storico. La sua saggezza e la sua pacatezza, oltre alla sua grande disponibilità e all’entusiasmo con il quale presenziava ai più importanti appuntamenti dell’ASI, saranno da esempio per molti”.

Non parole di circostanza, ma un reale omaggio a una figura probabilmente irripetibile nel mondo delle auto storiche. Giacomino – come tutti lo chiamavano – impose il CAMEC all’attenzione generale non solo per il crescente numero di associati e la qualità delle auto storiche rappresentate, ma anche per la capacità di organizzare eventi di grande prestigio: su tutti l’indimenticabile Carovana Romantica (organizzata in collaborazione con il compianto Gian Alberto Dammassa) che negli anni 80 fece confluire sulle strade della Campania alcuni pezzi pregiatissimi del collezionismo italiano e straniero. Nel 1983, tra l’altro, venne organizzata, con il decisivo contributo di Roccatagliata, una straordinaria rievocazione del Gran Premio Napoli di Formula 1, alla quale parteciparono personaggi del passato del calibro di Manuel Fangio, Manuel-Tulo de Graffenried, Gigi Villoresi e Maria Teresa de Filippis.

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Mercoledì 15 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento: 11:16 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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