La Collezione Asi Bertone

La Collezione Asi Bertone torna a Torino: all'Heritage Hub Stellantis di Mirafiori

di Piero Bianco
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Non poteva esserci collocazione migliore: la Collezione Asi Bertone (66 modelli iconici) è tornata a casa, a Torino. Ha abbandonato la sede decentrata di Volandia per arricchire con un patrimonio straordinario l'Heritage Hub Stellantis, nel comprensorio di Mirafiori. Per celebrare l'evento, parata di istituzioni, appassionati, ex dipendenti e designer (tra cui Giorgetto Giugiaro che proprio da Nuccio Bertone cominciò la sua inimitabile carriera: "a lui devo tutto", ha detto).

Le origini della Collezione risalgono all’inizio degli anni ’70, quando Bertone ideò il suo Museo presso la nuova sede di Caprie, in Val di Susa, inaugurata il 15 ottobre 1972. Ospitava i prototipi più innovativi, che in precedenza venivano demoliti, e a questi si aggiunse la collezione personale del celebre "carrozziere", composta dalle auto a lui più care.

Dopo il fallimento della Bertone, la Collezione è stata acquisita nel 2015 dall'Asi (Automotoclub Storico Italiano). Il Ministero della Cultura l'aveva posta sotto tutela affinché non potesse lasciare l’Italia né essere divisa. "Ora con questo definitivo ritorno all’ombra della Mole – ha sottolineato il presidente Asi, Alberto Scuro - possiamo dire di aver completato la nostra missione di tutela, salvaguardia e promozione. E tutto avviene nel 60° anniversario della fondazione dell’Asi, per una combinazione simbolica che ci rende orgogliosi del nostro operato e della rete creatasi con molti altri stakeholder del territorio. Torino rinnova il suo status di capitale mondiale del motorismo storico”.

Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage Italia, ha ricordato come "la nostra missione sia raccontare, attraverso una prospettiva evolutiva, oltre cento anni di storia dell’automobilismo intimamente connessa alla città di Torino. L’ingresso della Collezione Bertone ne rafforza ulteriormente il ruolo come polo di riferimento unico nel panorama museale, capace di narrare le tappe fondamentali dell’evoluzione tecnologica e del design in vari ambiti".

Lo spazio espositivo di via Plava 80, è oggi accessibile al pubblico tutti i giorni (tranne il lunedì) previo acquisto del biglietto online e prevede nei fine settimana visite guidate. Heritage Hub ospita una collezione unica nel suo genere, composta da oltre 300 vetture dei marchi italiani del gruppo, che condensano più di 120 anni di innovazione e stile made in Italy: dalle vetture di serie a prototipi unici al mondo.

La Collezione Asi Bertone propone 66 esemplari realizzati tra gli anni ’60 e i primi anni 2000 e comprende iconiche auto di serie, modelli di stile, prototipi e show-car in rappresentanza di venti marchi automobilistici internazionali con i quali Bertone collaborava. La mostra si apre con l’Alfa Romeo Giulia Sprint del 1963, modello che riunisce in sé la doppia anima dell'azienda: quella che vive nel Centro Stile e quella che sostiene la produttività industriale della Carrozzeria, attiva per molti anni con linee di montaggio dedicate a piccole e grandi serie. Rimanendo negli anni ’60, spiccano la Lamborghini Miura S del 1967 e la Runabout del 1969. Per la decade successiva si possono citare alcuni modelli andati in produzione come la Lamborghini Espada (1970), la Fiat Dino Coupé (1970), la Lancia Stratos (1975), la Fiat X1/9 (1977) o la Ferrari 308 GT4 (1978, l’unica Ferrari prodotta in serie disegnata nel Centro Stile Bertone), affiancati a prototipi come Suzuki Go (1970), Citroën Camargue (1972), NSU Trapeze (1973), Ferrari Rainbow (1976) o Volvo Tundra (1979). Sono gli anni nei quali la direzione del Centro Stile Bertone fa capo al maestro del car-design Marcello Gandini, che privilegiò inedite linee geometriche capaci di cambiare il concetto di automobile.

Il passaggio epocale agli anni ’80 si materializza con proposte avveniristiche come la Chevrolet Ramarro (1984), la Citroën Zabrus o la Lamborghini Genesis (1988), in contrapposizione ad auto per il grande pubblico come la Opel Kadett Cabriolet (1983) e la Fiat Ritmo Cabriolet (1986), per arrivare ad una supercar universale come la Lamborghini Countach Quattrovalvole (1987).

Nei successivi anni ’90, la Bertone è tra i primi a cavalcare il tema della propulsione elettrica. Una visione avanzata ma concreta, il cui picco viene raggiunto con la Bertone Z.E.R. (Zero Emission Record) che nel 1994 e 1995 segna numerosi primati mondiali. Elettrica è anche la sportiva Bliz del 1992, pensata per il puro divertimento su strada. Degne di nota sono altre coupé granturismo come la Lancia Kayak (1995), la Opel Slalom (1996) e l’Alfa Romeo Bella (1999); come pure alcune varianti multiuso allestite sulla base di modelli Fiat di serie come la Cinquecento, la Punto e la Bravo: sono la Rush (1992), la Racer (1994) e la Enduro (1996).

L’ingresso nel terzo millennio è all’insegna della funzionalità con la nascita, nel 2000, della Bertone Slim pensata per l’ambiente urbano, con linea da fusoliera aeronautica. Ci sono poi le monovolume Opel Filo (2001) e Cadillac Villa (2005), che esprimono il piacere e il confort di vivere l’auto come la propria casa. Non possono mancare altre sportive purosangue - concetto ben radicato nel Dna Bertone - come la Birusa (2003), la Aston Martin Jet 2 (2004) o la Jaguar B99 TT (2011).

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giovedì 2 aprile 2026 - Ultimo aggiornamento: 18:23 | © RIPRODUZIONE RISERVATA