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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
L'Airbus 350-1000URL della Qantas che è andato da Melbourne a Tolosa no-stop, oltre 23 mila km in più di 24 ore

Aereo di linea vola no-stop dall'Australia e la Francia: oltre 23 mila km in 24 ore e 24 minuti

di Giorgio Ursicino

L’avventura della tecnologia in volo fa un altro passo avanti. Sono ormai trascorsi più di 120 anni dai primi “balzi” dei fratelli Wilbur e Orville Wright che, nel dicembre del 1903 a Kitty Hawk in Carolina del Nord, si staccarono per qualche secondo da terra in “modo controllato” con il loro rudimentale “Flyer”. Nella primavera del 2027, invece, si festeggerà un secolo esatto da quando l’eroico Lindbergh domò il monomotore monoplano Spirit of St. Louis imbottito di carburante. Charles attraversò l’Atlantico tutto d’un fiato, da New York a Parigi.

Pochi giorni fa, alla fine di luglio, non ha avuto la stessa enfasi il primo volo di un “aereo di linea” che è rimasto in cielo senza mai fermarsi per un giorno intero. In ogni caso quella dipinta dall’ultima evoluzione dell’Airbus 350, la 1000ULR, è un’altra pagina epocale per la storia dell’aviazione che apre più ampi orizzonti alla voglia dell’uomo di spostarsi in fretta da una parte all’altra del globo terracqueo. Dietro al nuovo record non c’è l’ambizione di dimostrare qualcosa, ma un progetto parecchio concreto di puro business.

La compagnia australiana Qantas, da sempre legata alle lunghe trasvolate per collegare la lontana “down under” al resto del pianeta, ha in canna da diversi anni il “Project Sunrise”, ovvero “Progetto Alba”. Questo programma prevede di eliminare gli scali anche nelle tratte più lunghe come quelle che fanno la spola, almeno all’inizio, fra Sydney e due delle principali metropoli occidentali, Londra e New York che si trovano sulle sponde opposte dell’Atlantico.

A quanto pare anche su tali distanze ora si può risparmiare tempo volando diretti e dall’ottobre 2027 questo sogno diventerà realtà con regolari voli di linea no-stop quotidiani i cui biglietti saranno acquistabili già dal prossimo febbraio. In effetti l’approccio che ha reso possibile la sorprendente impresa ha preso forma 40 anni fa, a metà anni ottanta. All’epoca i jet bimotori ottennero l’autorizzazione dalla FAA, la Federal Aviation Administration statunitense, per affrontare anche le tratte che non avevano un aeroporto ad almeno un’ora di distanza in caso d’avaria.

Togliere quel limite significava attraversare gli oceani, la rotta iniziale fu quella Nord Atlantica. Fino al 1° febbraio 1985 per andare o venire dall’Europa all’America si dovevano utilizzare per forza i Boeing 707 o 747, il McDonnell Douglas DC-10 ed il Lockheed TriStar che sfoggiavano 3 o 4 motori. Il Boeing 767 e l’Airbus A300 ruppero il ghiaccio, poi i 777 e 330 presero sempre più confidenza avventurandosi pure sull’enorme Pacifico. Era chiaro che l’affidabilità non era più un problema, i moderni motori a reazione non mollavano mai e, se qualche volta accadeva, anche con un solo propulsore si arrivava tranquillamente a destinazione.

I vantaggi furono invece enormi. Gli aerei erano più vigorosi, avevano il doppio della potenza necessaria visto che, in caso di guasto, dovevano alzarsi dal suolo anche a pieno carico con un solo propulsore. Ma meno motori significava anche minor complessità e maggior efficienza, taglio dei costi, del consumo e, soprattutto, delle emissioni inquinanti. Fu la fine dei super giganti delle nuvole che ancora usavano 4 motori: prima l’Airbus 340, poi il Boeing 747-800, infine l’Airbus 380 uscirono di produzione lasciando spazio ai più agili e funzionali Boeing 787 Dreamliner ed all’Airbus 350.

Proprio la più recente evoluzione di quest’ultimo, il 1000ULR destinata ad entrare in servizio l’anno prossimo, ha stabilito il nuovo primato volando per 24 ore e 24 minuti senza mai fermarsi. Il 350-1000, già all’opera dal 2018, è 7 metri più lungo del 350-900 e può imbarcare fino a 480 passeggeri. Airbus ha sviluppato e sta collaudando la versione successiva della meraviglia dei cieli, la 350-1000ULR il cui primo esemplare è proprio della Qantas che ne ha ordinati altri 11.

Il gioiello sta effettuando i test e le infinite certificazioni con il numero di serie MSN707 e ha un serbatoio aggiuntivo centrale-posteriore da 20.900 litri per coprire oltre 10 mila miglia nautiche. Dopo diversi voli sui cieli della Francia e dell’Europa, l’Airbus 350-1000ULR è partito il 23 luglio con destinazione Melbourne. A bordo c’erano 4 piloti collaudatori del costruttore e 5 ingegneri, 2 in cabina di pilotaggio, 3 in quella passeggeri per effettuare verifiche. L’areo è atterrato in Australia dopo 19 ore e 12 minuti avendo coperto quasi 17 mila km. Era solo l’antipasto.

Sbarcato un pilota Airbus, sono saliti a bordo due della Qantas già certificati sul 350-1000 per effettuare il volo da primato. Al ritorno il comandante era Xavier Pepin, il jet ha puntato la prua ad Est e, senza tornare sui propri passi, ha optato per il giro del mondo. Si è bevuto il Pacifico attraversando l’Equatore, poi la California, gli States, il Canada, la Groenladia e l’Atlantico per planare su Tolosa la mattina del 28 luglio dopo 12.460 miglia nautiche (23.075 km, oltre la metà della circonferenza terrestra all’Equatore), appunto, in 24 ore e 24 minuti. Mai nessuno era rimasto in volo così a lungo con un jet che diventerà di “linea”.

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mercoledì 12 agosto 2026 - Ultimo aggiornamento: 15:17 | © RIPRODUZIONE RISERVATA