Antonelli e Fornaroli, i piloti italiani si riprendono la scena. Ed oltre 70 anni dopo Ascari tornano i sogni mondiali
Kimi più Leonardo. Aspettando la Ferrari, l’Italia dei motori è tornata. Dopo i ritiri di Fisichella e Trulli, gli ultimi piloti tricolori in grado di vincere un GP in F1, i nostri driver non ci hanno più dato soddisfazioni. Eppure, sono passati quasi 30 anni dal loro debutto e almeno 15 dal ritiro. Il romano ha disputato 229 GP trionfando 3 volte, l’abruzzese è scattato al semaforo 252 volte arrivando una volta primo. Da allora solo lampi. I blitz di Bruni e Pantano, quello più corposo di Liuzzi, per chiudere con la parentesi dal profumo ferrarista di Giovinazzi. Per il paese che ospita la Motor Valley è decisamente pochino.
Adesso le cose potrebbero cambiare è c’è addirittura la possibilità che un nostro ragazzo competa per il Titolo oltre 70 anni dopo Ascari (1953). Antonelli è entrato nel Circus come un predestinato, sotto la protezione della Stella Mercedes. Tanto enorme è il suo talento, che Toto Wolff gli ha affidato una Freccia d’Argento quando era ancora minorenne, “impedendogli” di trionfare nelle categorie propedeutiche, F3 e F2. Un percorso simile a quello di Verstappen che, non ha caso, l’ha designato come suo successore. Kimi è già una certezza e se, con il cambio regolamentare, la Mercedes sarà vincente, ci divertiremo.
Nella stagione d’esordio ha guadagnato oltre 12 milioni, un bottino da fenomeno. Ora all’orizzonte spunta Fornaroli che di anni ne ha un paio in più e nel 2025 ha vinto il Campionato di F2. In tempi recenti, prima di Leo, quel titolo è finito in saccoccia a Leclerc, Russell, Piastri e Bortoleto, ma ci sono anche vincitori a cui la corona non è servita come passaporto: Drugovich nel 2022, Pourchaire nel 2023. Anche al ragazzo di Piacenza, il titolo cadetto non ha immediatamente aperto le porte della F1 e per il 2026 dovrà accontentarsi di fare le “riserva”. Lo ha ingaggiato, però, il team fresco campione, potrà collaudare le McLaren di Lando ed Oscar e partecipare ai loro briefing tecnici, oltre ad esordire nelle prove del venerdì. In più, la squadra di Woking è impegnata nel WEC ed in Indycar: sedere in panchina in una formazione del genere e senz’altro una posizione privilegiata per emergere nel motorsport.

