Domenicali, il Ceo della F1 sui GP nel Golfo: «Stiamo considerando la situazione, le cose si evolvono giorno per giorno»
Adesso si va in Cina e poi si vola in Giappone, due gran premi su tracciati classici. Shanghai e Suzuka sono molto diversi da Melbourne e permetteranno di scoprire ancora meglio le nuove monoposto. Fia e, soprattutto, il Promoter Liberty Media, che ha la responsabilità organizzativa, lavorano da giorni sul dossier Golfo perché la guerra in Iran non può non mettere in dubbio le due successive trasferte in programma proprio nel cuore del teatro bellico. Il 12 aprile si dovrebbe correre in Bahrain, la settimana dopo, il 17, a Jeddah in Arabia Saudita.
Ufficialmente nulla è stato deciso, o almeno ufficialmente comunicato, ma se le bombe non si fermeranno le gare verranno cancellate e si punterà su ipotesi alternative. Più passano i giorni e più questa direzione diventa concreta. «Dobbiamo rimanere lucidi e vedere come le cose si evolvono giorno per giorno - ha dichiarato Stefano Domenicali, Ceo della F1 - noi siamo un Campionato Mondiale, quindi non possiamo non considerare le complicazioni che le situazioni che stiamo vedendo ci possono portare». In altre parole, il tempo sta scadendo, fra le possibili sedi sostitutive i rumors indicano la nostra Imola.

