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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
La prova Da 100 al 5% sul Raccordo Anulare di Roma

Efficienza, la vera sfida delle auto elettriche: si può avere una buona autonomia senza batterie giganti

di Giorgio Ursicino

Le auto elettriche, oltre a salvaguardare l’ambiente, danno un contributo importante per migliorare lo stile di guida. Un’impostazione più finalizzata ai consumi, riducendo quindi i costi ed aumentando, indirettamente, la sicurezza. Un effetto decisamente non trascurabile. In verità, è sempre stato così perché anche le vecchie termiche pure, guidando in modo più razionale, risparmiavano carburante e quindi costi. Ma con la mobilità zero emission, l’approccio energetico è diventato prioritario sotto la spinta dell’“ansia da autonomia”. Soprattutto le prime generazioni di vetture a batteria avevano poca capacità di accumulo e, la scarsità all’epoca di colonnine, invitavano a procedere con delicatezza per andare più lontano possibile.

I tempi cambiano in fretta. Gli accumulatori hanno aumentato la loro potenza e i punti di ricarica non sono più merce così rara. Rispetto ad una vettura a combustione, che non vanta capacità di recupero come invece hanno le varie forme di elettrificazione, l’auto totalmente ad elettroni è in grado di muoversi per un buon numero di chilometri con energia del tutto “riciclata”. Ben di dio che un tempo andava del tutto sprecato. Il vantaggio che garantiscono le BEV, oltre ad utilizzare fonti pulite, è l’alto rendimento del propulsore stesso (vicino la 100%) e la capacità di recuperare al massimo attraverso il software o l’e-pedal che rendono quasi superfluo l’utilizzo dell’impianto frenante classico.

Come ogni anno, più o meno in questo periodo, c’è il tradizionale test di Motor1 che mette sotto i riflettori, ormai da oltre un lustro, esclusivamente le vetture ad elettroni. La prova si è affinata col tempo, seguendo in parte l’evoluzione dei veicoli. In questo caso l’abilità di guida, o almeno lo stile adottato, non sono una variabile attiva perché tutte le vetture sottoposte a verifica vengono utilizzate nello stesso identico modo, sulla stessa strada ed al medesimo momento in maniera che ci siano meno interferenze possibili. Arrivato alla sesta edizione, il test ha anche tarato il nome. All’inizio al centro del villaggio c’era l’autonomia, la distanza che riuscivano a coprire i singoli modelli.

Ora, al vaglio della lente d’ingrandimento, c’è soprattutto l’efficienza, il modo in cui viene utilizzata l’energia, quindi quanti chilometri si percorrono con un kWh o quanti kWh servono per coprire 100 km. La prova è identificata con “Da 100 al 5%”, cioè le protagoniste partono tutte con il “pieno” ed effettuano più giri dei 68 km della carreggiata esterna del Raccordo Anulare di Roma girando in senso antiorario. Quando il display indica il 5%, l’auto esce dalla “pista”. La percorrenza non stop rimane un aspetto importante, ma non assoluto perché può avere una valenza rilevante posizionare a bordo un accumulatore più capiente dalla prospettiva del peso e, soprattutto, dei costi.

In Cina, dove le auto elettriche sono molto diffuse e le colonnine sul territorio hanno superato i 20 milioni, le batterie non sono mai esagerate. Quest’anno sono state selezionate 12 vetture che però, per la prima volta, sono state divise in 2 gruppi in base alla loro tipologia legata in gran parte alle dimensioni. Nel primo ci sono le vetture fondamentalmente cittadine, nel secondo le “viaggiatrici”. I due raggruppamenti sono stati utilizzati con una velocità massima diversa, 110 km/h le “citycar”, 130 i modelli da viaggio. Confrontando i dati dei due gruppi, la differenza non è trascurabile, in particolare per il raffronto con i risultati del ciclo wlpt che invece è uguale per tutti.

Veniamo alle conclusioni dal punto di vista dell’efficienza sulla quale non incide la grandezza dell’accumulatore, ma molti altri parametri come l’aerodinamica, la sezione frontale, il peso, il software di gestione ed ancora. Le più efficienti sono state due che hanno richiesto meno energia per percorrere 100 km. È bene ricordare che appartenevano a gruppi diversi, quindi sono state utilizzate a velocità differente pur raggiungendo lo stesso risultato. Si sono accontentate di soli 14 kWh/100 km la Mercedes CLA e la Ford Puma Gen-E.

Subito alle spalle altre due vetture sempre appartenenti a gruppi diversi: la piccola Leapmotor T03 (è anche, in assoluto, la dominatrice della classifica delle vendite di BEV in Italia) e la grande Tesla Model Y, rispettivamente con 14,4 e 14,8 kWh/100 km. Anche la BYD Dolphin Surf è stata molto efficiente con 15,3 kWh/100 km. Nessun altra vettura è scesa sotto i 16 kWh/100 km. Ford, Leapmotor e BYD hanno in parte sfruttato la loro agilità dovuta soprattutto al peso contenuto, mentre Mercedes e Tesla, per raggiungere certe performance, hanno messo in campo senz’altro un’eccellente aerodinamica ed un ottimo sistema di gestione dell’energia.

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giovedì 2 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 03-07-2026 12:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA