• condividi il post
MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Charles Leclerc deluso a Budapest

Ferrari delusa a Budapest: si doveva vincere, sfuggito anche il podio. Antonelli resta il favorito per il Mondiale

di Giorgio Ursicino

Il campionato s’infiamma. Dopo una prima parte targata Mercedes, che è riuscita a vincere le prime 6 gare ed a partire in pole nei 10 gran premi iniziali, un equilibrio improvviso è calato sul paddock con 4 team in grado di competere fra loro. Le 3 corse più recenti, Silverstone, Spa-Francorchamps e Hungaroring, le hanno vinte 3 squadre diverse e ieri in Ungheria 4 monoposto rivali sono passate nell’ordine sotto la bandiera a scacchi. A Budapest ha fatto il suo debutto stagionale sul gradino più alto del podio il campione del mondo in carica Lando Norris che ha sfruttato al meglio gli aggiornamenti portati sulla sua McLaren per vincere in maniera perentoria. Quasi da dominatore.

E se la papaya del compagno Piastri non si fosse improvvisamente arresa nel finale sarebbe stata una sicura doppietta. In questo scenario apparentemente molto aperto c’è un pilota che domina la classifica mondiale ed in terra magiara ha addirittura rafforzato la sua leadership nonostante sia solo riuscito ad arrampicarsi sull’ultimo gradino del podio. Chi può guardare tutti dall’alto verso il basso è un giovane fenomeno italiano sbocciato quest’anno con autorità assoluta.

Kimi Andrea Antonelli, al di là dei punti buttati al vento per l’affidabilità della sua astronave, ha sempre massimizzato il rendimento superiore della sua Mercedes ed ora, a metà Campionato che coincide con la pausa estiva, troneggia in vetta alla graduatoria con 50 lunghezze di vantaggio sul suo amico Sir Lewis in groppa al Cavallino. Il bottino custodito in cassaforte non è affatto poco. Il ragazzo tricolore potrebbe saltare due gare e rimanere in testa anche se Hamilton le vincesse entrambe. Oltre al fieno messo in cascina, c’è la certezza da parte di tutti che il bolognese sia un tipo non incline all’errore.

È velocissimo sì, con un talento purissimo come un diamante. Ma ha dimostrato di avere tutte le doti dei campioni più epocali, anche con un’esperienza decisamente superiore. Antonelli ha feeling con il suo destriero, utilizza in maniera perfetta i pneumatici risultando spesso il più consistente sul passo, non si emoziona e, soprattutto, non sbaglia. Insomma, non si può dire che non sia lui il meglio messo per il bersaglio finale e le ambizioni di riportare il Mondiale Piloti nella Penisola 73 anni dopo Alberto Ascari diventano sempre più concrete.

Per i tifosi e gli appassionati italiani è un periodo mai vissuto. Kimi si trova a combattere per il titolo contro la nazionale rossa che in questo nuovo ciclo tecnico non è affatto messa male. Ha vinto 2 volte nelle ultime 5 occasioni con due piloti diversi che occupano la seconda e quarta posizione nella graduatoria iridata, mentre in quella Costruttori la Ferrari è la prima sfidante delle Frecce d’Argento: Stoccarda 379, Maranello 307. Il GP d’Ungheria è stato movimentato e, con grande delusione, la Scuderia non è riuscita a salire sul podio nella gara in cui era più attesa.

Nessuno l’aveva dichiarato, è evidente, ma che fosse l’occasione per prendersi tutto era nell’aria. Venendo da tracciati considerati non amici dove ha lottato per la vittoria, il lento Hungaroring sembrava un alleato perfetto per una SF-23 penalizzata dalla power unit ancora non sufficientemente potente tanto che ha ancora un gettone di sviluppo concesso dall’Aduo. Un Charles decisamente deluso fa il quadretto della situazione: «Non si può essere contenti. Venivamo da due piste considerate ostiche dove abbiamo lottato per vincere e su una pista che doveva essere favorevole non siamo saliti neanche sul podio...».

Più scuro in volto Lewis che, nella tana in cui è considerato un re, è stato ancora una volta penalizzato chiudendo solo quinto dietro al compagno di squadra: «No, il team non ha colpe, sia in Inghilterra, che in Belgio ed anche qui le penalizzazioni sono state errori miei. Non si può essere contenti, avremmo dovuto vincere...». Invece ha vinto un Norris superlativo senz’altro il più veloce che ha preceduto Verstappen tornato fenomeno e Kimi estremamente consistente. Dietro le due rosse Hadjar e Russell ancora un volta sfortunatissimo. Kimi va in vacanza sorridente: «Abbiamo limitato i danni. Ho pensato di fare una sosta sola, ma ha fatto bene il team a chiamarmi al box, non valeva la pena rischiare».

  • condividi l'articolo
lunedì 27 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 18:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA