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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Le due Ferrari in lotta fra loro a Spa

Ferrari in forma smagliante a Spa, Lewis e Charles all'assalto dell'Ungheria per contrastare Antonelli

di Giorgio Ursicino

Da Spa, nelle Ardenne, all’Hungaroring, poco dopo il Lago Balaton, la distanza non è molta per i globetrotter della velocità. Gli avveniristici camion Mercedes completamente elettrici, che portano a spasso per l’Europa le Frecce d’Argento in testa al Mondiale, raggiungono la meta con poco più di un rabbocco d’energia. Dopodomani il paddock ungherese sarà già tutto perfettamente funzionante perché inizia il weekend ufficiale della dodicesima tappa del Campionato di F1. Se non potranno essere recuperati i due eventi andati in fumo nel Golfo in primavera, la gara di Budapest potrebbe essere la prima del girone di ritorno.

Davanti a tutti, avendo vinto più della metà delle corse disputate, c’è il giovane Kimi che, nell’università del pilotaggio, è tornato sul gradino più alto del podio confermando alla grande quello che s’era intuito anche nel periodo di astinenza. Sia in qualifica che, ancor più, in gara non è la Stella la monoposto migliore ma, a spadroneggiare, è l’accoppiata Antonelli-Mercedes. Il compagno Russell vede fantasmi anche sulla griglia, mentre Kimi e la sua astronave sembrano un tutt’uno praticamente perfetto. La superiorità mostrata in Belgio è forse superiore a quanto appare e, se il ragazzo avesse guidato da kartista come sa fare, il vantaggio al traguardo poteva essere maggiore.

Tipo quello accumulato nei giri finali a Montecarlo dove è sembrato che facesse un altro sport. La posizione in classifica ed il feeling con la macchina lo rendono il favorito per il bottino grosso anche se lui cerca di defilarsi mettendo avanti la sua giovane età. Chi sa come funziona, non ci casca: Max e Lewis, Charles e Lando, tutti iridati meno il monegasco, sanno bene che, se la situazione non cambierà, sarà difficile insidiare il giovanotto. Le gerarchie, però, sono ravvicinate. Il Cavallino ha rampato anche a Spa e Red Bull e McLaren non erano certo alla deriva.

Verstappen e Norris non erano affatto lontani anche se non hanno mai infastidito il tandem vincente come ha fatto la Ferrari. Nel finale Charles ha tolto il fiato sul collo a Kimi, ma è sempre arrivato a meno di due secondi dopo 300 chilometri fatti a quasi 220 orari. Lewis, cosa che di solito non fa, si è sbilanciato a fine gara elencando tutte le cose storte che gli sono capitate su una delle sue piste preferite. È lui il re del Belgio, Hamilton ha conquistato 6 pole sulle Ardenne vincendo in 5 occasioni. A fine gara, dopo aver arpionato un buon quarto posto, ha fatto la lista. Ha sbattuto nelle prove libere 3 compromettendo le qualifiche dove è arrivato dietro al compagno per soli 2 millesimi.

Al primo passaggio a Les Combes si è toccato con Russell danneggiando la parte sinistra della monoposto, sia sull’ala che sulla fiancata, che gli ha fatto perdere parecchi punti di carico. Nonostante tutto in alcuni frangenti era più veloce di Charles tanto che ha tentato il sorpasso. Nella sosta ai box ha dovuto scontare la penalizzazione ed il semaforo spento troppo presto gli stava facendo investire un meccanico. Reattivo il britannico a bloccare immediatamente.

Anche nel finale ha fatto un buon recupero scavalcando in pista la McLaren di Piastri. Il baronetto ha evitato di menzionare la difesa troppo impetuosa di Charles che nello stesso punto ha chiuso anche l’australiano, mentre Oscar si è molto lamentato: «C’era il prato, dove potevo andare? Abbiamo rischiato un bruttissimo incidente...». Lewis preferisce guardare positivo: «Avevo un ottimo ritmo, senza inconvenienti avrei potuto vincere...».

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martedì 21 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:08 | © RIPRODUZIONE RISERVATA