Ferrari: Leclerc è il maestro della velocità, mentre Hamilton in crisi si sente inutile
Più veloce del vento. Le raffiche improvvise che hanno soffiato in Q3, insieme alle temperature crollate, non hanno infastidito Charles che, su un circuito a lui poco gradito, dipinge un giro perfetto e s’acchiappa la prima pole stagionale per la Ferrari. Eppure non sembrava proprio la giornata adatta. Da una parte una McLaren stellare che mai come all’Hungaroring si è trovata a proprio agio, dominando tutte le prove ed ipotecando l’intera la prima fila. In più, in qualifica, la SF-25 appariva fuori palla e non più seconda forza. Le Rosse per passare la tagliola della Q1 erano costrette ad usare ben due treni di rosse morbide e Lewis doveva alzare bandiera bianca in Q2 segnando il dodicesimo tempo.
Il principino, come al solito, ci metteva del suo, ma tribolava assai tanto da dichiarare che, in quelle condizioni, si sarebbe «accontentato della quarta o quinta posizione». Invece, in un attimo, è cambiato tutto. Leclerc, che aveva poco da perdere, ha spremuto la sua monoposto come un limone, tirando fuori tutto quello che c’era, senza preoccuparsi della temperatura in picchiata e di Eolo diventato all’improvviso dispettoso. Leclerc, quindi, ha ripetuto più o meno il tempo della Q2, cosa che ha fatto anche il tosto Russell con la Mercedes che ha chiuso ad appena 53 millesimi. I due piloti dell’astronave perfetta, invece, hanno accusato il cambio di condizioni, le folate hanno infastidito l’equilibrio delle papaya e Piastri e Norris hanno alzato le performance di circa 4 decimi, andando ad infilarsi fra il monegasco e l’inglese.
Le prime due file sono in un battito di ciglia: Oscar staccato di 26 millesimi, Lando di 41, George, appunto, di 53. La terza fila, molto a sorpresa, è tutta Aston Martin con il quarantaquattrenne Alonso davanti a Stroll, entrambi ad appena un decimo dalla Ferrari. In quarta fila il sempre più promettente Bortoleto, brasiliano di Milano, che si è messo alle spalle uno spaesato super Max con una Red Bull che sembra sentire l’assenza di capitan Horner. A lasciare più di stucco, oltre alla performance sublime di Charles che dopo un anno si è portato a casa la sua pole numero 27, è il ribaltamento della tradizione, un testacoda in piena regola. Per inciso, Leclerc ha confermato di essere l’uomo del giro secco. A fronte di 27 partenze, al palo il giovanotto ha vinto solo 8 volte, mentre il re dei trofei, il suo compagno Hamilton, è in perfetto equilibrio: 104 a 105.
Tornando alla tradizione a Budapest, diventa ancora più incredibile quanto accaduto. Charles non hai mai amato l’Ungheria, non ha mai vinto in terra magiara e non era mai partito nemmeno in prima fila. Un tracciato invece amato da Lewis che lo ha sempre considerato il suo giardino di casa: 11 partenza in prima fila, 9 delle quali in pole position che si sono concretizzate in 8 vittorie. Ebbene Charles ha fatto 10 a 4 in qualifica in stagione, pole ad Hugaroring mentre Lewis è stato bocciato in Q2 dopo la doppia eliminazione di Spa-Francorchamps addirittura in Q1. Certamente un periodo nero per il britannico che non riesce proprio a domare la Rossa.
Di conseguenza l’umore e sotto i tacchi e Lewis inizia a vergognarsi dei suoi risultati tanto che ha lo sguardo spento: «Una soluzione? Non lo so, me lo chiedo anche io. Ripeto, non so davvero cosa dire, non ho una risposta. Forse bisogna cambiare il pilota perché evidentemente è possibile portare in pole position questa vettura. Sono inutile...». Un giudizio impietoso, forse esagerato. Invece Charles ha commentato: «Non lo so, non ci capisco più nulla di F1, la pole proprio non me l’aspettavo. In gara vedremo, certo che imboccare in testa la prima curva su questo circuito è tanta roba...».

