Kimi Antonelli il nuovo padrone della F1: domina sulla mitica pista di Spa 73 anni dopo Ascari
Un’altra pennellata d’autore. Forse la performance più autorevole e matura della sua verdissima carriera. Andrea Kimi Antonelli, ancora teenager e solo alla seconda stagione fra i grandi, si laurea campione sulla leggendaria pista di Spa-Francorchamps considerata da tutti l’università della Formula 1. Il giovane bolognese ha dato nuova linfa alla memoria di Alberto Ascari, l’unico driver tricolore a vincere il titolo mondiale che poi riuscì pure a bissare l’anno successivo. “Ciccio”, per di più, nel 1952 e 1953 era al volante di una giovane ed emergente Ferrari ai primi trionfi di una straordinaria avventura.
Per oltre settant’anni quell’epopea è rimasta relegata in una bacheca di cristallo. Impossibile da comparare con la storia dei piloti italici non più capaci di sedersi sul trono. È stato il ragazzo di Bologna a far rivivere la leggenda di Alberto, portato via prematuramente da un incidente a Monza, perché la limpidezza delle sue imprese è paragonabile a quelle del tempo che fu. Kimi ha rimesso indietro le lancette dell’orologio. Per trovare qualcosa di tanto epocale bisogna ricollegarsi proprio ai magici filotti dell’asso milanese. Con il trionfo di ieri, il sesto in stagione proprio come Ascari, Kimi ha raggiunto Riccardo Patrese, eccellente pilota che ha avuto una lunga carriera in F1 dal 1977 al 1993 disputando ben 256 gran premi.
Chiaramente si è messo alla spalle anche Nino Farina e Michele Alboreto, Giancarlo Fisichella ed Elio De Angelis. Ora, davanti a lui, c’è solo Ciccio. Sabato Antonelli aveva inoltre ottenuto la sesta pole position stagionale eguagliando un altro record tricolore di Alberto. Sapete da quanto tempo un nostro ragazzo non vinceva sul circuito delle Ardenne? Da ben 73 anni e, manco a dirlo, fu proprio Ascari nel 1953. A questo punto diventa scontato ipotizzare che, già quest’anno, Kimi possa riportare nel Belpaese il titolo iridato di F1 quasi tre quarti di secolo dopo Alberto.
L’astro nascente ha dominato, ma la Ferrari ha dato spettacolo su un circuito che, come Silverstone, non doveva essere amico. Troppi rettilinei, velocità media molto elevata per una power unit ancora da portare al massimo della forma, soprattutto sugli allunghi. Invece, per la seconda volta consecutiva, non è stato così ed il Cavallino si è difeso alla grande piegandosi, dopo aver battagliato, solo per un soffio. In terra inglese, approfittando dei problemi di Antonelli, Leclerc si è arrampicato addirittura sul gradino più alto del podio. In Belgio Kimi c’era e Charles è arrivato secondo, confermando che Maranello è la seconda forza con l’ambizione di sfidare la corazzata Mercedes anche per la lotta Mondiale.
Non poco, anzi sembra troppo poiché non è mai accaduto in precedenza che la nazionale rossa incroci le lame con il pilota della Penisola per il bottino più grande che nella Motor Valley manca ormai da un ventennio. E guarda caso anche il bambino prodigio è nato a Bologna, la “capitale” della Motor Valley. Kimi ha fatto una gara superba, aveva la monoposto migliore, o almeno il tandem pilota-macchina era davanti a tutti, e l’ha sfruttata per portarsi a casa il bottino pieno, senza alcun rischio. Ha messo a tacere le lievi critiche che, in alcune occasioni, l’avevano incolpato di essere troppo “frettoloso” a dimostrare quanto fosse il più bravo.
A Spa era consapevole della sua superiorità che ha sfruttato per vincere senza stravincere rischiando l’errore. Se la gara fosse filata via liscia, sarebbe stata una passeggiata. Ma anche quando la virtual safety car ha involontariamente favorito la Ferrari, consegnando e Leclerc la leadership nel cambio gomme, Antonelli non si è agitato rivolendo subito il maltolto. Ha impostato il suo passo, indubbiamente più veloce, risucchiando inesorabilmente il monegasco che combatteva come un leone. Un padrone assoluto.
Un approccio che per ora non può avere Charles costretto a correre con il coltello fra i denti per firmare imprese straordinarie. Ne sanno qualcosa Piastri ed Hamilton quando hanno provato a passarlo a 350 all’ora in fondo al rettilineo Kemmel: la loro traiettoria si è improvvisamente ristretta... Per parecchio meno Lewis è stato penalizzato di 5 secondi per aver toccato e fatto girare Russell alla prima curva dopo la partenza, un groviglio nel gruppone che è stato un semplice incidente di gara.
Con Kimi e Charles è salito sul podio Verstappen, poi Hamilton, Piastri, Hadjar, Norris e Bortoleto con l’Audi. Kimi rafforza la prima posizione nella generale, secondo a 45 punti sale Sir Lewis, scavalcando il povero Russell che è a meno 50. Fra i Costruttori la Ferrari si avvicina alla Mercedes, 285 punti contro 358. Domenica c’è il GP d’Ungheria su una pista che sembra favorire il Cavallino. Kimi permettendo...

