Lamborghini con il vento in poppa: paga la scelta di ibridizzare l'intera gamma rondendola ricaricabile
«I risultati di questi primi sei mesi del 2025 sono solidi nonostante l’instabilità economica e politica mondiale e confermano che la nostra scelta di ibridizzare tutta la gamma sia quella giusta». Stephan Winkelmann, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini, commenta così l’ottima semestrale della casa di Sant’Agata. La fabbrica tutta tricolore nel cuore della Motor Valley ha prodotto e consegnato ai clienti, da gennaio a giugno, 5.681 supercar, una performance mai raggiunta in precedenza. Con una notevole profittabilità del 26,6% nonostante il momento di completo rinnovamento della gamma per ora ancora composta di tre modelli. Il fatturato ed il risultato operativo sono più o meno in linea con lo scorso esercizio da primato ed evidenziano la bontà della strategia “Direzione Cor Tauri”.
Il numero uno del Toro mette giustamente in risalto che la Lamborghini è l’unico costruttore di lusso che ha realizzare gioielli ricaricabili, in grado di viaggiare parzialmente ad emissioni zero e magari con energia del tutto “pulita”. La scelta della Lambo, quindi, è stata tempestiva e, per come attualmente è il mercato globale esclusa la Cina, pure molto azzeccata perché le plug-in sembrano la scelta migliore per chi vuol essere all’avanguardia senza dipendere solo dalla ricarica. Almeno per ora. Le Phev, o le Hpev (High Performance Electrified Vehicle) come in questo caso, possono sfruttare i grandi vantaggi offerti dalla propulsione elettrica, ma sono capaci di rifornirsi rapidamente anche dal benzinaio.
Grazie alla doppia motorizzazione le prestazioni s’impennano, ma contemporaneamente migliora l’efficienza e i consumi scendono in quanto si recupera energia che altrimenti andrebbe gettata al vento. Insomma, l’uovo di Colombo. Lamborghini ha scaldato gli animi partendo dall’alto e, una l’anno, ha rinnovato tutte le sue meraviglie sapientemente ibridizzandole: nel 2023 la Revuelto, nel 2024 la Ursu SE e quest’anno ha completato l’opera facendo un ulteriore passo avanti con la Temerario. Due sono sportive estreme, due posti secchi, in puro stile della Casa, una V12, l’altra V8. Belve con la rabbia in corpo che a Sant’Agata chiamano Hpev. Leggermente più docile il Super Suv che però resta il punto di riferimento della categoria per come si presenta e come va.
La Urus è stato un successo senza precedenti che ha permesso di alzare i volumi senza perdere esclusività. La SE è un modello nuovo che non sfoggia solo un powertrain più innovativo, ma fa balzi in avanti anche dal punto di viste estetico e dei contenuti. Quello che più cambia, però, è il comportamento stradale e, di conseguenza, il tipo di utilizzo. La potenza cresce, al pari della coppia, e la Urus SE è più piacevole da usare, più pronta. Se usata in modo tranquillo, invece, è un cucciolone mansueto che privilegia il comfort e la gestione energetica, consentendo al Super Suv ancora più dinamico di coccolare l’ambiente e, pure, il portafoglio.
L’unità motrice è composta dal V8 biturbo, per l’occasione re-ingegnerizzato per lavorare in maniera ottimale con il propulsore ad induzione sincrono a magneti permanenti alimentato da una batteria agli ioni di litio da 25,9 kWh posizionata sopra il ponte posteriore. L’otto cilindri sviluppa 620 cavalli (456 kW) e 800 Nm di coppia, mentre quello ad elettroni garantisce 141 kW e 483 Nm per una spinta complessiva di 800 cv (588 kW) e 950 Nm disponibili da 1.750 a 5.750 giri/min. La Urus SE accelera a 0 a 100 in 3,4 secondi, da 0 a 200 in soli 11,2” e raggiunge i 312 km/h di velocità: dati da “best in class” da ogni punto di vista. Le sospensioni sono tutte e quattro multilink con molle ad aria, il cambio è a 8 rapporti, il ripartitore centrale è a controllo elettronico con regolazione elettroidraulica.
Al retrotreno c’è un differenziale autobloccante in grado di rendere il Suv sovrasterzante come le vere supercar. Mostruosi i freni con i dischi davanti da 440 mm di diametro e 4 cm di spessore e quelli dietro da 410 per 3,2. I cerchi ruota variano da 21 a 23 pollici ed ospitano pneumatici Pirelli P Zero o Scorpion Winter 2, entrambi con sviluppo dedicato. Con il selettore “Tamburo” sulla consolle si possono scegliere 6 modalità di guida (Strada, Sport, Corsa, Neve, Sabbia e Terra) miscelate con 4 strategie elettriche (Drive, Hybrid, Performance e Recharge) che portano il totale delle combinazioni ad 11. La Urus può viaggiare alimentata solo dalla batteria per 60 km ad una velocità massima di 130 km/h. In plancia ci sono 2 display da 12,3 pollici ciascuno. Urus è un Super Suv che non teme l’off road e, chiaramente, ha la trazione integrale e 4 ruote sterzanti.

