Monza, un divino Varstappen beffa le McLaren. La Ferrari è indietro, niente scia di Hamilton a Leclerc
Il sogno s’ingarbuglia. Certo, per il momento non è ancora un incubo. Nell’amica Monza le Ferrari replicano in qualifica le stesse prestazioni dell’anno scorso quando la Rossa era decisamente più performante. Charles e Lewis hanno strappato il quarto e quinto tempo nel Tempio della Velocità, le stesse posizioni che avevano ottenuto, il monegasco e il compagno Sainz, nel 2024. Dodici mesi fa, però, l’atmosfera era diversa. C’era già stato il trionfo di Montecarlo e la Scuderia era più o meno alla pari con la McLaren, in piena lotta per il Mondiale Costruttori che poi sfuggì all’ultima chiamata ad Abu Dhabi, dopo le affermazioni proprio al Gran Premio d’Italia, negli Stati Uniti ed in Messico. Attualmente, invece, il dominio papaya è pressoché assoluto.
Woking ha quasi il doppio dei punti rispetto al Cavallino (584 a 260) e agguantare un trionfo sul prestigioso Autodromo Nazionale sarebbe un’ancora di salvezza molto più preziosa per dare un sorriso ad una stagione amara. Per questo il Principino non riesce ad evitare una simpatica “polemica”, con il sorriso sul volto disteso e nessuna rivendicazione nei confronti della squadra, come avvenuto in altri frangenti. Lui si è arrampicato a due decimi dalla pole record di uno spaziale Verstappen che appena può ricorda per quale motivo è un quattro volte campione del mondo. Il circuito del Parco è il più veloce del Campionato e, con una buona scia, venti centesimi si possono anche guadagnare.
«Con la scia qualcosa si poteva anche fare, ma hanno preferito così...», ha commentato Charles rassegnato. La spiegazione ufficiale arriva dal responsabile della decisione, il team principal Fred Vasseur che motiva in modo impeccabile e fra le righe fa capire che era meglio così: «È un’ipotesi che abbiamo considerato, ma abbiamo preferito percorrere altre strade. Resta fondamentale preparare bene le gomme nel giro di lancio perché se la finestra non è quella giusta si può perdere più di qualche decimo. E poi avremmo dovuto sacrificare una macchina...».
E in quella macchina c’era Sua Maestà Lewis Hamilton che ha tradito la sua Mercedes per fuggire a Maranello, un mito vivente che da queste parti ha vinto come nessun altro ed è amato dai tifosi da prima di diventare ferrarista. Il britannico sta attraversando il periodo più scorbutico della carriera tanto da mettere lui stesso in dubbio il suo attuale valore. In più, ha 5 posizioni di penalizzazione sulla griglia e, se invece di scattare decimo, fosse partito nella coda del gruppo, in uno dei GP più importanti dell’anno, il morale sarebbe sprofondato. Il baronetto ha dichiarato che si sarebbe «sacrificato per Charles se fosse servito», ma Fred ha saggiamente preferito non fare richieste. Charles lo ha capito e magari ha anche condiviso, ma da “pierino” non è riuscito a sorvolare. La corsa non è compromessa, ma la partenza è in salita.
È vero a Monza c’è molto rettilineo prima dell’imbuto della chicane e partire in seconda fila non è un dramma, specialmente se si possono prendere dei rischi perché non si ha nulla da perdere. Al contrario, però, è altrettanto vero che l’assetto molto scarico scelto dai tecnici del Cavallino prima di arrivare in Lombardia ha più chance di funzionare se si sta davanti. Cosa che ha fatto il fenomeno: è riuscito in un colpo a scavalcare entrambe le McLaren che, a pochi attimi della fine del Q3, si erano prese tutta la prima fila come l’anno scorso. Super Max è un tipo deciso e all’improvviso ha chiesto a suoi ingegneri di limare l’ala posteriore per offrire la minima resistenza rinunciando però al carico.
Una scelta che l’olandese ha fatto anche a Suzuka ed è stata vincente. La sensazione è che oggi non funzionerà, ne per il campione del modo ne per i ferraristi, in particolare Leclerc. Le McLaren attuali, come hanno dimostrato ampiamente, sono di un’altra categoria e, con l’assetto bilanciato, riusciranno ad imporre la loro andatura in gara, sfruttando magari i pit stop. Anche perché hanno un vantaggio nello sfruttamento dei pneumatici che potrebbe ulteriormente aumentare se gli avversari scivolano. Norris precede Piastri che è obbligato a vincere per iniziare a ridurre il ritardo.
In terza fila si avvieranno le due Mercedes di Russell e Antonelli, con l’inglese amareggiato perché non gli hanno montato nel momento decisivo le gialle medie secondo lui migliori. Una gomma che oggi potrà utilizzare in gara insieme alla bianche dure. Kimi, finalmente, ha dato una zampata gagliarda ed è staccato di soli 43 millesimi da George. Alle sue spalle un altro sorprendente rokiee, Gabriel Bortoleto alfiere della futura Audi, che precede il pilota più esperto, il ragazzo di 44 anni Fernando Alonso.

