Norris domina il GP d'Olanda davanti alle Mercedes. La Ferrari fuori dal podio, Hamilton polemico: «Abbiamo buttato il podio»
Zandvoort lancia Monza. E il campione del mondo Lando Norris replica l’Ungheria. Con una prestazione maiuscola, il britannico si porta a casa pole position e vittoria come a Budapest tre settimane fa. La stagione s’infiamma, un altro pretendente s’inserisce nella corsa all’iride, unendosi ad Hamilton e Russell che stanno rincorrendo il leprotto italiano Antonelli. Sarà la prima volta dai tempi di Ascari, cioè oltre settant’anni fa, che un driver di casa nostra si presenta nel “tempio della velocità” in vetta alla graduatoria, con ottime possibilità di mettere le mani sul bersaglio grosso.
Kimi plana in Lombardia con 242 punti nel carniere, 59 in più rispetto ad Hamilton e Russell ora affiancati a 183. Con il bottino racimolato in Olanda, Lando è salito al quarto posto, a 159, riducendo il ritardo a 83 lunghezze. Ancora una distanza significativa, non c’è dubbio, ma non si può non prendere in considerazione l’attuale re che viene da una doppietta consecutiva, per giunta su circuiti corti e lenti che dovevano essere poco adatti alla sua papaya.
Insidiare Kimi, comunque, non sarà facile, il ragazzo di Bologna, che prima del Gran Premio d’Italia festeggerà i vent’anni, non perde occasione per dimostrare il suo talento, la sua velocità ma anche una consistenza tipica dei campioni più esperti. In una gara complessa e difficile come quella di ieri è riuscito ad ottenere il massimo e, con la piazza d’onore sotto alla bandiera a scacchi, ha rafforzato la leadership sui rivali più vicini.
La freccia tricolore ha già annunciato che sulla pista del Parco incasserà le dieci posizioni di penalizzazione sulla griglia perché sostituirà il suo V6 termico andando oltre il limite concesso dalla Federazione. La cosa non sembra preoccupare più tanto l’ancora teenager impaziente di esibirsi davanti al pubblico amico che batterà tutti i precedenti record di affluenza. E la Ferrari? Il Cavallino compete con i migliori, ma per dettagli è il secondo gran premio consecutivo in cui manca il podio. E su tracciati che dovevano essere amici.
Arriva Monza che è l’arena più veloce del Mondiale, solo in teoria un po’ più ostica visto che la power unit non è ancora al massimo della forma. Ma somiglia parecchio a Silverstone e Spa dove, al contrario delle previsioni, Maranello si è molto ben comportato, trionfando o lottando per la vittoria. La gara con vista sul Mar del Nord è stata molto tirata, con un forte consumo dei pneumatici che ha costretto i team a fare due o, addirittura, tre soste. Nonostante l’incertezza, i duelli spettacolari in pista sono stati rari perché, a parità di strategia, a Zandvoort è sempre assai difficile sorpassare in pista.
C’è riuscito Norris andandosi a prendere un meritatissimo trofeo. Il semaforo s’è spento quando l’asfalto era ancora umido per l’improvviso acquazzone. Al primo passaggio sulla rapida curva sopraelevata finale che si conclude sul rettilineo dei box, due vetture si sono messe a danzare in mezzo al gruppone, creando scompiglio e costringendo il direttore di corsa a interrompere la corrida con la bandiera rossa. Ha avuto la peggio il pilota più ammirato e pagato che, per giunta, correva davanti ai tifosi di casa. Verstappen ha picchiato forte sul muro distruggendo la sua Red Bull.
Seconda partenza e in entrambe ha fatto la differenza Kimi che, nella seconda in cui scattava in prima fila, è andato con autorità a prendersi il comando. Antonelli guidava, come fa di solito, tipo metronomo, cercando di togliersi d’alettone un arcigno Norris che non mollava la presa. Fino alla seconda sosta il bolognese teneva. Con il secondo treno di bianche dure, invece, iniziava a scivolare e nulla ha potuto contro la rimonta di Lando che aveva posticipato il pit stop e risaliva come un treno.
Spettacolare l’infilzata a Kimi, mentre l’italiano stava cercando di superare a sua volta Hamilton in testa con una sosta in meno in quanto aveva differenziato le strategie. Dietro alla McLaren sono arrivate, con un finale incandescente, le due Mercedes che hanno preceduto di poco la coppia Ferrari. Negli ultimi giri il muretto di Stoccarda ha dato ordine a Russell di far passare Antonelli che era stato richiamato ai box dal team per una sosta ulteriore. Più indecisa è stata la strategia Ferrari che non ama dare direttive ai piloti sulle posizioni. Lewis, che era in rimonta perché aveva gomme più fresche, ha perso alcuni secondi per passare Charles ed ha commentato: «Il nostro è uno sport difficile, le decisioni devono essere immediate: quell’esitazione ci è costata il podio...».

