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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Russell con Verstappen e Antonelli, il podio del GP d'Austria

Russell torna alla vittoria nel GP d'Austria, sul podio Verstappen e Antonelli. Alla deriva la Ferrari

di Giorgio Ursicino

L’Austria non è Barcellona. La Spagna non era ancora la svolta della stagione e le Mercedes restano davanti. Non solo, le McLaren, che utilizzano i motori tedeschi, e la Red Bull, considerata dalla Federazione il team con la power unit migliore, su una pista come Zeltweg dove serve cavalleria mettono la freccia riportando la Rossa al ruolo di “quarta forza”. Il tracciato alpino sulle alture della Stiria ha rettilinei veloci e curve secche, una configurazione che richiede potenza e Maranello da questa angolazione è ancora dietro le rivali. Nonostante proprio in questo weekend siano stati montati dei nuovi V6 con gli sviluppi consentiti dall’Aduo, il cuore del Cavallino non regge ancora il confronto con la concorrenza che mette sull’asfalto un passo decisamente migliore.

A Spielberg torna a vincere la Stella come aveva fatto nelle prime 6 gare della stagione prima della battuta di arresto a Montmelò che Hamilton è riuscito a dipingere di rosso. Ma la pista catalana ha un solo dritto e molte pieghe in appoggio dove il propulsore non è fondamentale. Contano molto più le doti telaistiche che premiano di più la SF-26, mentre il tracciato austriaco è pure in altura e chi ha scelto una turbina “piccola” come la Ferrari non è certamente favorito. La squadra di Stoccarda si porta a casa il settimo trofeo su otto, a tornare sul gradino più alto del podio è George Russell che, dopo aver vinto a Melbourne, si è dovuto inchinare ai 5 trionfi di fila del giovane fenomeno italiano.

Kimi ieri ha chiuso terzo, ma in scia a Verstappen che a sua volta era incollato all’alettone del britannico. Quarto, un po’ a sorpresa, è arrivato Piastri con la McLaren che è riuscito a precedere un tosto Hamilton. Giornata ancora più deludente per Leclerc che non è mai stato in gara ed alla fine si è arreso anche ai due piloti dei 4 top team chiudendo ottavo: sesto sotto la bandiera a scacchi è passato Hadjar con l’altra Red Bull, settimo Norris, campione del mondo in carica, con la seconda papaya. Le aspettative erano altre. Le performance di Lewis nelle ultime corse e, soprattutto, tutta la prima fila sfuggita sabato solo nel finale, facevano credere che si potessero affrontare le Frecce d’Argento a viso aperto.

Invece le cose stavano diversamente. La Red Bull, sulla pista di casa, ha confermato di avere un ottimo motore. Gli sviluppi portati proprio qui, inoltre, hanno funzionato tanto che Max Verstappen, per la prima volta in questo nuovo ciclo tecnico, ha potuto lottare per la vittoria, mettendo pressione a Russell fino all’ultimo e sfoggiando al termine della gara un sorriso soddisfatto. E Kimi? Ha dimostrato ancora una volta di avere un talento smisurato e, quando tutto fila liscio, di saper tenere un ritmo migliore di tutti gli avversari. Ha pagato, però, la posizione di partenza non delle migliori e la voglia giovanile di voler recuperare subito.

Il suo avvio è stato un po’ da kartista, arrembante. Per guadagnare posizioni, le ha perse arrivando lungo in parecchie curve. Le medie gialle non erano il massimo per lui e poi è stato penalizzato dalle strategie della squadra che doveva privilegiare la vettura di testa. In più, su un circuito che stressa i freni, gli assalti garibaldini hanno mandato in crisi l’impianto, costringendolo a rallentare. Quando le cose si sono rimesse a posto, con il primo treno di gomme bianche ha rimontato diventando addirittura travolgente con il secondo. «Se ci fosse stato qualche giro in più, qualcosa sarebbe cambiato...», è stato il commento del bolognese.

Anche Charles ha tentato di combattere nei primi giri, ma non era giornata. Il monegasco ha provato a tenere dietro Lewis, ma poi l’hanno inesorabilmente passato anche Max, Kimi quindi Oscar, Isack e Lando. Una caporetto. Charles, già dopo la conquista della prima fila, aveva detto di non sentirsi a proprio agio con la macchina, ma a fine gara era sconsolato: «Non c’erano né il motore né il ritmo, impossibile combattere con gli avversari...». Diverso il GP del compagno che alla fine è arrivato venti secondi avanti nonostante entrambe le Ferrari siano state fra le poche che hanno effettuato 3 soste.

Emozionante il duello con Verstappen che ha riportato indietro di un lustro. È difficile però combattere con Max avendo un’auto inferiore. Con il primo set di gomme l’inglese ha risposto all’attacco e l’olandese ha chiesto la penalizzazione. Visto che non è stato ascoltato, con il secondo, Max ha creato una situazione analoga spingendo il britannico fuori pista. Kimi è sempre in testa con 40 punti su George e 46 su Lewis. Quarto è Piastri a 91. Domenica si corre a Silverstone, a casa di Hamilton, Norris e Russell, un circuito sì di motore, ma anche di macchina. La Ferrari deve reagire in fretta.

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lunedì 29 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:16 | © RIPRODUZIONE RISERVATA