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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
L'arrivo al fotofinish a Baku: Russell precede Verstappen di meno di un secondo

Russell-Verstappen, duello al cardiopalma: a Baku George batte Max, Ferrari ancora fuori dal podio

di Giorgio Ursicino

In qualifica, in un solo giro, ha rifilato quasi un secondo a Leclerc, il rivale più vicino. In gara, dopo oltre 300 chilometri vissuti a 200 orari di media, George Russell ha preceduto di appena un decimo di secondo un arrembante Verstappen. Pochi centimetri, una distanza insignificante. Con un finale animato da un duello tanto ravvicinato, non si può certo dire che il pomeriggio sia stato noioso. In realtà, ad infiammare l’atmosfera hanno pensato, nella seconda parte della corrida, due safety car mandate in pista dopo altrettanti incidenti su un tracciato dove le barriere non perdonano.

Fino a quel momento, era passata un’ora dallo spegnimento del semaforo e se ne erano andati oltre 30 dei 51 giri in programma, la corsa era stata senza storia. Anzi, tutto il weekend. Russell, che ha dominato il GP di Azerbaijan dall’inizio alla fine recuperando 15 punti a Kimi nella corsa al titolo, aveva passeggiato per l’intero fine settimana senza commettere il minimo errore. Anche approfittando della sfortuna e dell’errore del compagno di squadra italiano, non aveva avuto avversari, spadroneggiando in lungo e in largo. Una pole quasi storica per l’autorità del distacco, poi al via è scattato in maniera impeccabile andando progressivamente in fuga con una serie di giri veloci da lasciare di stucco.

Quando il direttore di corsa ha spedito per la prima volta sul tracciato la vettura di sicurezza, perché Albon aveva accartocciato la sua Williams contro le barriere, il britannico aveva messo più di una decina di secondi fra la sua Mercedes e la McLaren del sorprendente Piastri improvvisamente risorto dopo una stagione parecchio insipida. Dietro erano risalite le graffianti Red Bull di Verstappen ed Hadjar che, a loro volta, precedevano le Ferrari senza unghie di Charles e Lewis. Antonelli, essendo scattato dalla sedicesima piazzola per aver baciato il muro in Q1, portava avanti la sua rimonta, ma senza impressionare come altre volte: Baku non è Monza e l’obiettivo della Freccia Tricolore era portare a casa più punti possibili per non scalfire troppo la leadership mondiale.

La sfida, a quel punto, è stata caratterizzata dai pneumatici. Baku è un circuito lungo e veloce, ma che non mette in difficoltà le gomme. Salvo situazioni impreviste, tutti i team avevano pianificato una sola sosta e, per di più, scegliendo le rosse-morbide e le gialle-medie e tenendo le bianche-dure sugli scaffali perché ritenute inutili. Le migliori in assoluto erano le rosse in quanto veloci e consistenti. Chi ha deciso di partirci ha percorso, con il pieno di benzina, due terzi di gara è le ha sostituite solo perché il pit stop obbligatorio era “consigliato” dalla safety car. Piastri, Hadjar e le Ferrari avevano iniziato con le rosse, Russell e Verstappen avevano optato per le gialle.

Così, al momento decisivo, George e Max avevano i pneumatici migliori ed hanno ingaggiato un confronto appassionante. L’olandese, alla ripartenza, impiegava un attimo ad infilare Oscar che, a gomme invertite, non aveva speranze di tenere dietro la Red Bull. L’inglese della Mercedes continuava a guidare da par suo, in modo perfetto. Il fenomeno orange approfittava del regalo della safety e, annusando la preda, partiva all’assalto con il coltello fra i denti per andare a caccia del primo successo stagionale. Gli ultimi giri erano in apnea: Max spingeva come solo lui sa fare, George rispondeva colpo su colpo con la sua miglior prestazione stagionale. Probabilmente di tutta la carriera.

Russell passava primo sotto la bandiera a scacchi ed alla vittoria aggiungeva il giro più veloce in gara oltre alla pole. Un vero trionfo. Sul podio saliva un ottimo Hadjar al rientro dopo l’infortunio che non ha affatto sfigurato rispetto all’immenso compagno di squadra. Per la quinta volta consecutiva, la Ferrari ha seguito la premiazione lontano dal podio: Leclerc ha chiuso quarto, davanti a Kimi ed Hamilton. In classifica i punti di vantaggio di Antonelli scendono a 66 (302 a 236), un bottino ancora rassicurante anche se l’impresa ridarà morale al compagno. Il titolo sembra sempre più una faccenda privata fra i due galletti di Stoccarda: Lewis è a 199, Lando a 186, Charles 179, Max a 163.

«Non era il mio weekend, è cominciato male, ho guidato come mia nonna. Ho dato l’85%, George andava di più. In Malesia? Rimettiamo le cose a posto, ci penso io...», una bella sicurezza per un ragazzo di soli vent’anni. La Ferrari, attualmente, è quarta forza: oltre le Mercedes, anche a Baku, Red Bull e McLaren andavano di più. Il motore, nonostante i 2 Aduo, è carente in rettilineo e le voci di ribaltone non aiutano. Domenica si corre di nuovo, dopo 8 anni si torna in Malesia.

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domenica 27 settembre 2026 - Ultimo aggiornamento: 29-09-2026 09:38 | © RIPRODUZIONE RISERVATA