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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Max Verstappen con la Red Bull in pole al Paul Ricard del Le Casrellet

Verstappen in pole nel regno delle Mercedes. Un ottimo Sainz porta la Ferrari in terza fila

di Giorgio Ursicino

La Red Bull c’è. E Verstappen fa sempre più paura. In quel fortino targato Mercedes del Paul Ricard, che ha sempre visto dominare Lewis Hamilton da quando la F1 è tornata in Provenza (due pole e due vittorie), il bolide austriaco, guidato dal talentuoso olandese, ha messo in fila le due Frecce d’Argento che oggi scatteranno dietro di lui. Super Max è stato l’unico capace di scendere sotto il minuto e mezzo nel giro all’arma bianca e si è andato a prendere lo scatto al palo nel GP di Francia. Messi alle spalle i due tracciati cittadini di Montecarlo e Baku che poco si adattano all’astronave tedesca, la corazzata di Stoccarda è tornata a ruggire. Soprattutto sono riemersi i veri valori in campo. Dove bisogna pennellare curvoni velocissimi e non fare la barba a toste barriere, si sono sciolte le speranze di allargare il parterre dei candidati al podio a driver che non hanno la tuta dei due team migliori.

Il campioncino austriaco ha preceduto il solito, chirurgico, Re Nero e i loro compagni di squadra, un ritrovato Valtteri Bottas e un solidissimo (soprattutto in gara) Sergio Perez. Verstappen, forse, al momento opportuno, ci ha messo del suo, un mix fra talento innato, coraggio e velocità. Comunque sia anche le monoposto sono state messe alla frusta per spremere i pneumatici all’interno della strettissima “finestra” di funzionamento. Soprattutto le gomme più morbide, quelle con la banda rossa, si sono trovate poco a proprio agio sull’abrasivo asfalto francese e si sono dimostrate inadeguate anche in qualifica dove la spuntavano sulle gialle solo di pochissimo. Per questo che tutti hanno deciso di puntare sul tandem giallo-bianco ed oggi, salvo qualche tentativo finale per prendersi il giro veloce, le rosse resteranno in garage.

Max e la vettura progettata da Adrian Newey, da questo punto di vista hanno fatto vedere una certa superiorità, dimostrandosi consistenti anche nel terzo tratto del circuito, quando quasi tutti gli avversari arrancavano per le coperture andate in tilt (dopo appena tre chilometri). Oggi la gara sarà appassionante, dal destino incertissimo, in quanto con le gialle e le bianche, in particolare Hamilton, potrebbero ribaltare la situazione. Mentre in qualifica si usa solo la velocità, nel ritmo di gara (di solito 4 o 5 secondi al giro più lento) bisogna trovare l’alchimia per far coesistere rapidità e durata, un’arte nella quale un sette volte campione del mondo non può non essere maestro. Il finlandese, dopo la crisi isterica in Azerbaigian, è tornato gagliardo in Costa Azzurra e, oltre al duello Lewis-Max, vedremo anche quello fra le equipe per contendersi il Mondiale Costruttori.

L’impressione è che, salvo incidenti o imprevisti, i quattro moschettieri voleranno via quando Masi darà l’ordine di spegnere il semaforo. Il pluricampione non sembra preoccupato tanto che ci ha scherzato anche su: «È stato impegnativo, abbiamo dovuto lavorare su ogni aspetto, speriamo che piova...». Una frase che non si può sentire detta dal pilota più forte di tutti i tempi che è al volante di una Stella. Alle spalle i circuiti cittadini, sono svaniti i sogni di pole che nelle ultime due gare era riuscito a concretizzare quel talento di Charles. E la Rossa è tornata a beccare otto decimi. Su un circuito dove tocca pure applicarsi e non basta la classe è emerso proprio bene Sainz che partirà il “primo degli altri” dopo essere stato estremamente consistente in tutte le fasi. Lo sapevamo, Carlos è un ragazzo serio e molto preparato che può dare svariate soddisfazioni ai tifosi del Cavallino, in particolare in gara. Oggi i ferraristi dovranno guidare sul velluto per evitare di fare più di una sosta.

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Domenica 20 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento: 14:14 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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