Land Rover, Defender al top. Lo storico marchio britannico ormai ha un posto al sole nelle prestazioni e nel lusso

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Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno. Nel caso di Land Rover i famosi versi del Manzoni potrebbero suonare “Dalla Svezia all’Arabia, dal Tamigi al Danubio” perché è questo lo scenario polimorfo all’interno del quale la casa britannica sta scrivendo gli ennesimi capitoli della propria storia: dai ghiacci del Circolo Polare Artico, dove la prima Range Rover elettrica sta completando gli ultimi test, fino al paese mediorientale dove la Defender ha vinto la Dakar al primo colpo nella propria categoria; dal fiume più simbolico della Gran Bretagna fino a quello suonato da Johan Strauss che attraversa la Slovacchia dove si trova Nitra, sede del primo stabilimento del marchio fuori dall’isola natia. Tutto questo perché il futuro di un marchio dalla lunga tradizione si decide nel presente ed è oramai un fatto che Land Rover abbia raggiunto un posizionamento altissimo, degno di altri marchi di lusso, grazie a varianti e versioni dalle caratteristiche esclusive.

Emblematico il caso della Defender Octa, un nome che nel mondo dei diamanti identifica un preciso tipo di lavorazione e in quello delle automobili la Land Rover più potente della storia grazie al suo V8 4,4 biturbo da 625 cv, supportato da un motogeneratore da 22 kW e 180 Nm nel cambio automatico a 8 rapporti, capace di far accelerare questo monumento da 0 a 100 km/h in 4 secondi netti, raggiungere 250 km/h, aggrapparsi a qualsiasi tipo di terreno e passare guadi alti un metro. Merito di un assetto, più alto di 28 mm e con carreggiate allargate di 68 mm, controllato elettronicamente da una piattaforma inerziale a 6 assi. Il tutto con livelli di raffinatezza per finiture e materiali che toccano il loro apice sulla Octa Black il cui prezzo, al netto delle personalizzazioni, è di 204mila euro piazzandola nell’olimpo assoluto dei fuoristrada di lusso. E per ribadire il concetto, la Land Rover Classic offre anche il Classic Defender V8 con le stesse tinte riservate alla Defender Octa contemporanea grazie ad un processo di verniciatura che ha bisogno di ben 300 ore per essere portato a termine.

Strettamente imparentata con la Octa è la Defender Dakar D7X-R che al suo debutto ha stravinto la classica dei rally nel deserto nella neonata categoria Stock con un 1°, un 2° e un 4° posto portando dunque tutte e tre le vetture iscritte al traguardo. Una dimostrazione di prestazioni e affidabilità in un campo dove la Land Rover non aveva messo piede e che sta affrontando con il massimo della determinazione così come con l’ausilio di piloti titolati tra cui il francese Stéphane Peterhansel, detto Mr. Dakar per averne vinte ben 14, delle quali 6 in sella a una moto e le altre 8 al volante di una vettura. Nessuno ha mai fatto meglio.
La D7X-R sfrutta lo stesso motore della Octa, anche se depotenziato con la flangia che strozza l’aspirazione per regolamento e che utilizza carburante eco-sostenibile, come oramai accade per quasi tutte le massime competizioni motoristiche mondiali. E mentre la Defender conquista i suoi galloni tra la sabbia e i sassi del deserto dell’Arabia, la Range Rover elettrica è impegnata a latitudini molto più alte, ad Arjeplog, località svedese nei pressi del Circolo Polare Artico dove le case si rintanano lontano dagli occhi indiscreti per curare la messa a punto dei loro veicoli.
Diverse le tecnologie che trovano nel freddo e nella bassa aderenza le condizioni limite ideali per essere sviluppate. Tra queste, la batteria a 800 Volt da 117 kWh di capacità assemblata dalla stessa Land Rover: ha una struttura cell-to pack, è composta da 344 celle prismatiche sistemate su due livelli ed è provvista del ThermAssistTM, sistema che riduce i consumi in condizioni di temperatura estreme migliorando anche la velocità di ricarica e del 40% l’efficienza della climatizzazione. I prototipi della Range Rover Electric hanno percorso ben 72.000 km per curare la taratura dei sistemi di gestione dell’assetto, come il controllo di stabilità e trazione, le sospensioni pneumatiche a doppia camera e la logica di distribuzione della coppia che può variare istantaneamente dal 100% a zero e viceversa in 50 ms. Facile immaginare che anche le capacità in fuoristrada ne trarranno beneficio, onorando la tradizione Land Rover.




