Trasporti marittimi, T&E: nel 2035 l'85% rotte dei traghetti in Italia potrà essere zero emission
Il potenziale di elettrificazione dei traghetti in Italia è tra i piu elevati in Europa. L'80% dei traghetti che oggi bruciano carburanti fossili nei loro motori, al 2035 potrebbe essere sostituito - in termini di capacità tecnologica - da versioni full-electric o ibride, che in tre casi su quattro risulterebbero anche più economicamente convenienti da operare per gli armatori, nell'intero arco di vita dell'imbarcazione. È quanto emerge da una recente analisi di T&E, principale gruppo europeo indipendente per la decarbonizzazione dei trasporti, che oggi, a Portoferraio, sull'Isola d'Elba, presenta il suo ultimo studio nel corso dell'evento «il Corridoio Blu», che riunisce istituzioni europee, nazionali e regionali, soggetti dell'impresa, della societa civile, della ricerca e della medicina.
La flotta di traghetti che opera in Italia ha un'eta media di 33 anni (circa 7 in piu rispetto alla media europea), e causa l'emissione di circa 2,4 Mt annui di CO2, pari al 40% di quanto emesso da tutti i traghetti nell'intero Mar Mediterraneo. Queste imbarcazioni, in un anno, passano piu di 800.000 ore nelle prossimita dei porti, anche da ferme, causando l'emissione di inquinanti tossici come ossidi di zolfo (SOx), di azoto (NOx) e particolato (PM2.5). L'analisi rileva che Napoli è la città che ha registrato i livelli piu elevati di inquinamento da SOx causato dai traghetti in Italia, un valore 4 volte superiore a quanto emesso cumulativamente dalle oltre 500.000 auto che circolano nel capoluogo campano.
Ugualmente, nelle citta portuali che collegano lo Stretto di Messina le emissioni di SOx causata dai traghetti sono tra le 10 e le 170 volte superiori all'inquinamento causato dalle auto che, cosi come per Portoferraio (circa 165 volte l'inquinamento delle auto), Piombino (circa 72 volte in piu) e Livorno (17 volte piu elevati). Sebbene nel 2025 sia entrata in vigore una SECA, un protocollo internazionale che fissa limiti severi di emissioni di zolfo e che stimola gli operatori ad adottare carburanti piu puliti o ricorrere all'uso di scrubber, permettendo di ridurre sensibilmente i livelli di inquinamento atmosferico, l'elettrificazione è l'unica tecnologia che permette di azzerare la produzione di tali sostanze.
Sostituire gli attuali traghetti con versioni full-electric (o ibride, per le rotte che non possono essere totalmente elettrificate), permetterebbe di abbattere drasticamente tanto le emissioni di CO2, quanto quelle di inquinanti locali che affliggono le citta portuali italiane, consentendo a chi opera traghetti di risparmiare sul costo totale di possesso del mezzo lungo la vita utile. Si tratta di una soluzione win-win che fa bene al clima, alla salute dei cittadini delle citta portuali, ai bilanci delle aziende di trasporto marittimo; e che persegue un paradigma di turismo sostenibile. L'analisi della fattibilita tecnica - in funzione della stazza delle navi e delle rotte servite - evidenzia che gia nel 2030 sarebbe possibile sostituire l'80% dei traghetti con versioni elettriche o ibride, sebbene in un 22% dei casi questa opzione risulterebbe piu onerosa per gli armatori. Ma al 2035, la sostituzione con mezzi elettrici sarebbe l'opzione piu economica nei tre quarti (76%) dei casi, facendo coincidere gli interessi di chi opera le rotte e con la tutela del clima e dell'ambiente.
Tanto al 2030 quanto al 2035, rimarrebbe circa un 20% dei traghetti tecnicamente impossibile da elettrificare: si tratta di quelle navi di stazza molto maggiore, che servono rotte nazionali o internazionali di lunga percorrenza, come la connessione Civitavecchia-Barcellona o Ancona-Patrasso, e per le quali l'opzione dell'elettrificazione diretta risulterebbe impraticabile. La maggior efficienza energetica della navigazione elettrica, secondo l'analisi di T&E, si traduce in un vantaggio dal punto di vista dei costi operativi per le societa che operano i traghetti: il passaggio a mezzi a batterie alimentate da elettricita permette di ridurre considerevolmente i consumi energetici (nonche di sottrarsi alla volatilita di prezzo dei carburanti fossili) e di azzerare i costi per conformarsi alle normative europee, che richiedono uno sforzo di decarbonizzazione al comparto. La sostituzione degli attuali traghetti, con versioni elettriche e ibride, permetterebbe di risparmiare circa EUR1,7 miliardi, su un periodo di 30 anni rispetto alle alternative, pari a circa il 20% dei costi operativi. Risparmi che, T&E ricorda, sarebbe opportuno fossero riflessi sul costo del biglietto, a beneficio dei cittadini e viaggiatori.




