Anfia, “2025 negativo, 2026 anno chiave per futuro settore auto. Spinta elettrico ancora molto lenta”
"Con il 2025 – anno complicato anche dal punto di vista del contesto macroeconomico – chiudiamo una pagina negativa per il mercato e, guardando al 2026 appena iniziato, pur di fronte a prospettive non proprio rosee, possiamo affermare che si tratterà di un anno chiave per il futuro del settore. Questo sia nell’ottica di un avanzamento dei piani di produzione di autoveicoli nel nostro Paese, con il lancio di nuovi modelli che speriamo possano risollevare i volumi, sia considerando gli impatti sui consumatori e sull’industria della revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri, che auspichiamo possa assumere, con i prossimi step, una connotazione più incisiva e più vicina alle reali esigenze che la transizione del settore automotive ha messo in evidenza in questi anni”. Così Roberto Vavassori, presidente di Anfia, commentando le immatricolazioni di dicembre e del 2025 rilasciate dal ministero dei Trasporti.
“Come previsto, il 2025 chiude con una variazione negativa (-2,1%) rispetto al 2024, perdendo quasi 33.000 unità immatricolate. Dicembre 2025, invece, totalizza volumi superiori del 2,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, anche grazie alla coda degli incentivi sull’elettrico attivati lo scorso 22 ottobre. Per effetto di questa spinta, le auto elettriche (BEV) raggiungono una quota di mercato dell’11,2% nel mese e arrivano al 6,2% nell’intero anno (4,1% nel 2024), ma si tratta di una crescita ancora molto lenta. Anche le vetture ibride plug-in (PHEV) risultano in notevole rialzo nel mese, arrivando a più che duplicare la quota di mercato rispetto a dicembre 2024 (9,1% contro 3,5%), complice, probabilmente, l’entrata in vigore, a partire da gennaio 2026, delle modifiche dei parametri omologativi (utility factor) introdotte per questa tipologia di vetture, con conseguente smaltimento delle auto in stock".




