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Anfia, buona parte dell'incremento dei 9 mesi del mercato è appannaggio di vetture cinesi. Pesano il 15,1%

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Mentre il mercato dell'auto in Italia negli ultimi mesi "ha perso parte della spinta positiva del primo semestre, chiediamo con forza ed urgenza al Governo di prendere atto della situazione che in Italia e in Europa sta vanificando gli importanti sforzi messi in atto dalla filiera dell'auto per mantenersi vitale". Lo ha detto Roberto Vavassori, Presidente di Anfia, commentando i dati sulle immatricolazioni di settembre e sottolineando che "l'inarrestabile ondata di importazioni di veicoli dalla Cina, che pesano il 15,1% dell’immatricolato a gennaio-settembre, in assenza di qualunque misura che riporti la concorrenza a livelli di equità, sta causando massicci licenziamenti e chiusure di stabilimenti, che riguardano sia i produttori di autoveicoli che di componenti, che del veicolo rappresentano l'80% del valore". Secondo Vavassori, "è una situazione insostenibile.

L'Ocse ha certificato che il sistema produttivo cinese beneficia di sussidi complessivamente dalle 3 alle 8 volte superiori a quanto fatto dai governi europei". Per l'Anfia è quindi necessario adottare immediatamente, a livello europeo, misure concrete che ripristinino una condizione di parità e reciprocità in una filiera, quella dell'automotive, essenziale per l'autonomia strategica europea. "Non possiamo certo attendere le lungaggini, le storture e le timidezze dell'Iaa attualmente in discussione a Bruxelles", ha detto.

Sul fronte nazionale, dopo la pubblicazione dei decreti attuativi per le misure a sostegno della filiera produttiva – mini-contratti di sviluppo e accordi di innovazione – e a seguito dei recenti provvedimenti a vantaggio degli automobilisti introdotti dal Governo, "auspichiamo che nella prossima Legge di Bilancio possa trovare spazio la proposta avanzata da Anfia insieme alle altre associazioni dell’automotive sull’adeguamento della fiscalità delle auto aziendali, in grado di dare ulteriore slancio agli acquisti di veicoli a zero e a basse emissioni da parte delle imprese", conclude Vavassori.

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venerdì 2 ottobre 2026 - Ultimo aggiornamento: 09:22 | © RIPRODUZIONE RISERVATA