Componentistica auto

Componentistica auto, fornitori francesi chiedono marchio “Made in Eu” contro concorrenza cinese

  • condividi l'articolo

I fornitori di componenti automobilistici francesi hanno chiesto congiuntamente la creazione «urgente» entro il 2026 di un «marchio made in Eu» per i veicoli e i pezzi di ricambio prodotti in Europa, al fine di evitare un «crollo» del tessuto industriale di fronte alla concorrenza sempre piu agguerrita della Cina. I produttori di parti metalliche, pneumatici e altri accessori, che rappresentano 3.600 aziende, 240.000 dipendenti e 52 miliardi di euro di fatturato, desiderano l'applicazione a partire dal 2026 di una politica europea rigorosa e controllata che preservi il contenuto locale in tutte le automobili e i ricambi fabbricati e venduti nell'Unione. Secondo loro, la soglia dovrebbe essere fissata all'80% di contenuto locale per le automobili e al 70% in media per i componenti.

La loro proposta, piu rigorosa di quella avanzata in precedenza da Renault, arriva a pochi giorni - o settimane, a seconda delle fonti - dall'annuncio atteso a Bruxelles di un grande piano automobilistico europeo. I fornitori ritengono che l'esistenza stessa dell'industria europea sia minacciata da un'offensiva commerciale senza precedenti da parte della Cina verso il vecchio continente. Fatto senza precedenti nelle relazioni commerciali sino-europee, «la bilancia commerciale automobilistica con la Cina e diventata negativa» nel 2025, osserva il Clifa, organismo che raggruppa tutti i produttori di componenti (federazione delle industrie di componenti per automobili, carrozzeria, industrie meccaniche, fucina e fonderia, plasturgia automobilistica e sindacato del settore della gomma). Cio significa che, per la prima volta nella storia, l'Ue, terra storica dell'industria automobilistica, ha acquistato dalla Cina piu automobili di quante ne abbia vendute quest'anno.

Una tendenza che si accentuera con la moltiplicazione delle fabbriche cinesi «avvitatrici» in Europa senza requisiti armonizzati di contenuto locale: secondo il Clifa, sono confermati 7 progetti di fabbriche di costruttori cinesi e sei sono in fase di negoziazione. «C'e urgenza», ha affermato Jean-Louis Pech, presidente della Federazione delle industrie delle attrezzature per veicoli (FIEV). Molte aziende e PMI scompariranno e la «Francia perdera la sua sovranita automobilistica perche molti pezzi non potranno piu essere trovati», ha detto. Anche i «centri tecnici e le scuole di ingegneria» sono minacciati dalla «colossale pressione cinese»: «vivremo cio che hanno gia vissuto il settore tessile e quello dell'elettronica bianca», ha aggiunto. «E l'ultimo quarto d'ora, siamo a monte della filiera, se non ci proteggiamo, questo si ripercuotera su tutti i componenti della filiera», ha aggiunto Herve Gestas, presidente della Federation Forge Fonderie 

  • condividi l'articolo
domenica 7 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 11:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA