Un disco freno Brembo

Brembo, ricavi a 2,8 mld (-4,7%), pesano difficoltà settore auto. Il titolo schizza in Borsa +8,3%

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Brembo scatta in Borsa dopo aver registrato nel trimestre utili e margini migliori delle attese e aver confermato la guidance per il 2025. Il titolo arriva a guadagnare l'8,3% a 9,865 euro, dopo un top a 9,985 sui livelli del marzo scorso, comunque sotto il massimo dell'anno a 10,41 euro. Brembo chiude i primi nove mesi dell'anno con ricavi a 2,8 miliardi di euro, in calo del 4,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. L'utile netto si attesta a 162,8 milioni, rispetto ai 197,2 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Il margine operativo lordo (Ebitda) ammonta a 462,8 milioni, pari al 16,6% dei ricavi e si confronta con 501,1 milioni dello stesso periodo del 2024 (17,1% dei ricavi). Nel periodo sono stati realizzati investimenti netti per 291,4 milioni, di cui 14,2 milioni per incrementi di beni in leasing. L'indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2025 si attesta a 847,2 milioni, in riduzione di 88,3 milioni rispetto al 30 giugno 2025. Nel terzo trimestre il gruppo batte le stime con ricavi a 909 milioni, in crescita dell'1,4%. L'utile netto registra un balzo del 59% a 65 milioni. Il margine operativo lordo sale dell'8,2% a 162 milioni, pari al 17,8% dei ricavi. Brembo prevede per il 2025 un fatturato leggermente inferiore rispetto al 2024 (-2%). Nonostante lo scenario molto sfidante, il gruppo conferma un Ebitda margin superiore al 16%. Si confermano, inoltre, 400 milioni di investimenti per l'intero anno e un indebitamento di circa 780 milioni.

Brembo, nei primi nove mesi dell'anno, registra il settore auto in calo del 6%, parzialmente compensato dal buon andamento del segmento dei ricambi (Aftermarket). Le applicazioni per motocicli calano del 12,3%, quelle per i veicoli commerciali del 12% rispetto ai nove mesi del 2024. Il settore delle competizioni, che include i ricavi della neoacquisita Öhlins, cresce del 47,7%. A livello geografico, le vendite crescono del 2% in Italia, del 9,6% in Francia, del 2,4% nel Regno Unito, mentre calano in Germania del 4,7%. L'India decresce dell'1,8% e la Cina del 9,4%. Il mercato nordamericano (Stati Uniti, Messico e Canada) è in calo del 9,1%, mentre quello sudamericano (Brasile e Argentina) cresce del 9,7% (+21,2% a cambi costanti). 

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giovedì 6 novembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 19:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA