Canada, passo indietro del governo: rinuncia a imporre alle case auto un target di vendita per auto elettriche
Il Canada rinuncia a imporre alle case automobilistiche obiettivi di vendita di veicoli elettrici, una misura ambientale voluta dal governo canadese precedente. L’amministrazione di Justin Trudeau, infatti, aveva in particolare fissato una soglia del 20% di veicoli elettrici entro il 2026. Il suo successore, il primo ministro Mark Carney, ha appena fatto marcia indietro in un contesto difficile per il settore automobilistico a causa della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Allo stesso tempo, ha tuttavia presentato una nuova strategia industriale per ridurre la dipendenza dal vicino americano e ha ripristinato le sovvenzioni per l’acquisto di veicoli elettrici. «Non esiste simbolo più forte della stretta interdipendenza tra le economie canadese e americana nel settore dell'auto», sottolinea Mark Carney.
«Questa relazione commerciale, che un tempo rappresentava una grande forza, è ormai diventata una grave vulnerabilità", ha aggiunto illustrando il suo piano. Il premier ha precisato che saranno introdotte norme più severe in materia di emissioni di gas a effetto serra affinché il Canada raggiunga l’obiettivo del 75% di vendite di veicoli elettrici entro il 2035 e del 90% entro il 2040. Il settore automobilistico del Paese impiega oltre 500.000 lavoratori ed è una delle principali industrie di esportazione del Canada. Nel 2025, il Canada ha prodotto più di 1,2 milioni di autovetture. Poiché oltre il 90% dei veicoli fabbricati in Canada e il 60% dei componenti prodotti nel Paese sono esportati negli Stati Uniti, i dazi imposti dal presidente Donald Trump minacciano l’industria canadese. Dall’aprile 2025, i veicoli fabbricati in Canada sono soggetti negli Stati Uniti a un dazio del 25% sui loro componenti non americani.




