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Dacia sfiora 700mila unità (+3,1%) nel 2025 e si elettrifica al 30%. Marotte: «Crescita costante e sostenibile»

di Nicola Desiderio
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Dacia chiude il 2025 con quasi 700mila unità vendute salendo del 3,1% e lasciando sostanzialmente inalterata la propria quota del 4,5% sul mercato europeo diventando a livello continentale il secondo brand nel mercato retail con il 7,9% di penetrazione.

Sono esattamente 697.408 le unità che Dacia ha venduto, a un passo da una soglia che ne conferma la statura di gigante del panorama automotive, soprattutto dopo la storica vittoria ottenuta alla Dakar con l’asso qatariota Nasser Al-Attiyah, ma soprattutto la «crescita costante e sostenibile» come ha sottolineato Frank Marotte, Direttore Marketing, dal febbraio scorso responsabile Vendite e Operazioni del marchio rumeno del gruppo Renault.

La colonna portante di Dacia rimangono le vendite ai privati tanto da essere al primo posto per questo canale di vendita in Belgio, Marocco, Portogallo, Romania e anche l’Italia dove nel 2025 ha immatricolato in tutto 95.293 unità, con un calo del 2%, ma mantenendo la quota del 6,2% e saldamente il quarto posto tra i marchi grazie alla Duster, 7° modello più venduto, e alla Sandero.

Quest’ultima è al 2° posto ed è il modello straniero più venduto nel nostro paese oltre ad essere il best seller nel segmento B e tra le auto alimentate a GPL, storico cavallo di battaglia di Dacia e che interessa il 50% delle vendite totali. «Il GPL – ha confermato Marotte – è il cuore della nostra strategia e di transizione perché molti dei nostri clienti sono sensibili all’ambiente e sanno che comprando il GPL abbassano le emissioni, ma vorrebbero elettrificarsi e per il momento non possono farlo».

A questo proposito, va detto che la quota di elettrificato copre oramai oltre il 30% delle vendite Dacia, grazie non solo al full hybrid presente su tutti i modelli dalla Duster in su, che raggiunge persino il 60% sulla Bigster che Marotte ha definito un grande successo visto che nel secondo trimestre è stato il Suv di segmento C più venduto in Europa tra i privati e la sua posizione è destinata a rafforzarsi con l’arrivo delle nuove versioni.

Marotte si riferisce evidentemente a quelle con il 3 cilindri 1.2 GPL mild-hybrid a trazione integrale e cambio automatico che già sono ordinabili da poco anche su Duster mentre anche la Jogger beneficia del nuovo full hybrid 1.8 da 155 cv, più potente ed efficiente rispetto a quello con unità termica da 1,6 litri. La Bigster ha già venduto 65.673 unità rosicchiando qualcosa alla Duster (193.974, -9,8%) e soprattutto alla Jogger (73.695, -23,6%). Anche la Sandero ha perso qualcosa (289.295, -6,5%), ma Marotte addebita il calo alla mix in alcuni mercati.

Chi invece naviga a gonfie vele è la Spring elettrica che con 35.034 unità (4.813 delle quali immatricolate in Italia) sale del 53% anche in mancanza di incentivi nella maggior parte dei grandi mercati. A questo proposito Marotte ha ammesso entro l’anno l’arrivo di una nuova vettura elettrica di segmento A che però non si sovrapporrà alla Spring. «Sono due vetture diverse – ha affermato il manager francese – e abbiamo spazio per entrambe puntando a due clienti diversi».

Marotte ha confermato anche l’arrivo di un nuovo modello che completerà l’offerta nel segmento C in modo complementare. E parlandone, ne ha svelato in qualche modo le caratteristiche dichiarando che «le autovetture che non sono Suv sono estremamente promettenti sul mercato perché pesano meno, sono più aerodinamiche e costano meno insomma sono più efficienti, consumano meno e aiutano a ridurre le emissioni CO2». E anche se che la concorrenza dei costruttori cinesi è avvertibile nel segmento dei C-Suv, l’ambizione è di crescere ancora.

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martedì 20 gennaio 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:39 | © RIPRODUZIONE RISERVATA