Una fabbrica tedesca di automobili

Dazi, allarme costruttori auto tedeschi: «Cuore industria europea ignorato»

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La federazione tedesca dei costruttori di macchine (Vdma), che rappresenta 3.600 aziende, ha chiesto ieri alla Commissione europea di proteggere il comparto dell'automotive dalle “gravi conseguenze” dell’accordo commerciale raggiunto con Washington.

In una lettera aperta indirizzata ieri alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen - resa pubblica solo oggi - la federazione afferma di “non condividere” l’intesa raggiunta. L’accordo, siglato con l’amministrazione Trump, prevede dazi Usa al 15% sulla maggior parte delle importazioni europee, misura che Bruxelles ha presentato come garanzia di “stabilità e prevedibilità” per l’industria continentale.

Secondo Vdma, però, “il cuore dell’industria manifatturiera europea, le macchine e gli equipaggiamenti, è stato ignorato”. Poche settimane dopo la firma dell’intesa, Washington ha introdotto nuove tariffe “ben oltre il 15%” su una vasta gamma di prodotti in acciaio e alluminio. Dal mese di giugno, questi materiali sono colpiti da dazi del 50% all’ingresso negli Stati Uniti.

Le nuove misure tariffarie riguardano in particolare componenti industriali critici – come motori e pompe – e macchine finite nei settori agricolo e delle costruzioni. Secondo la federazione, oggi circa il 30% delle macchine europee esportate negli Usa è soggetto a sovrattasse del 50% sul contenuto metallico. La federazione ha pertanto chiesto a Bruxelles di "negoziare" l’esenzione dai dazi su acciaio e alluminio lavorati.

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giovedì 28 agosto 2025 - Ultimo aggiornamento: 09:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA