Un Fiat Ducato, uno dei veicoli commerciali più venduti in Italia

DL Agosto, si lavora a bonus per veicoli commerciali. Morani, proposta ora va discussa

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ROMA - Nel giorno della partenza «a razzo» dei bonus per le auto, nel governo si affaccia l’ipotesi di estendere gli incentivi anche all’acquisto di veicoli commerciali. La sottosegretaria allo Sviluppo economico, la dem Alessia Morani, porterà la proposta sui tavoli della maggioranza e del governo, che stanno scrivendo il decreto di agosto. Nei giorni scorsi, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha annunciato che nel nuovo provvedimento, con cui verranno investiti i 25 miliardi di nuovo scostamento di bilancio, 500 milioni verranno stanziati per il settore automotive. Una parte di quelle risorse servirà a finanziare gli incentivi già previsti dal dl Rilancio e divenuti effettivi in queste ore, con un boom di prenotazioni sulla piattaforma on line del ministero dello Sviluppo economico. Si tratta dell’econobonus fino a 10 mila euro per l’acquisto delle auto meno inquinanti.

«Con il decreto di agosto - propone la sottosegretaria Morani - potremmo estendere gli incentivi ai veicoli commerciali leggeri. È una proposta da discutere con la maggioranza e con il ministro Patuanelli. Il bonus potrebbe impiegare una cinquantina di milioni del mezzo miliardo stanziato per l’automotive. Sarebbe un modo per aiutare settori colpiti dalla crisi e per garantire un ricambio del parco dei mezzi attualmente in circolazione, con vantaggi sia ambientali sia in termini di sicurezza». La misura riguarderebbe quindi l’acquisto di mezzi «leggeri da lavoro», come i furgoni e i van. Anche se le modalità devono essere definite, una delle ipotesi - nel caso in cui la misura vada in porto - è quella di chiedere un contributo anche ai rivenditori, in modo da aumentare lo sconto, come già accade con l’ecobonus per le auto. Restano sul campo i nodi della cassa integrazione e del prolungamento al 31 dicembre del blocco dei licenziamenti. Il ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha già espresso le proprie perplessità su «una proroga tout court» delle due misure, parlando della necessità di ritararle. Secondo le intenzioni del governo, la prima sarà regolamentata in modo da evitare che possa riguardare anche aziende che non hanno subito la crisi. Però, serve una formula che non escluda quelle ditte che non hanno risentito subito del covid, ma che ne pagheranno le conseguenze «a scoppio ritardato».

Per il blocco dei licenziamenti, il governo starebbe valutando nuovi motivi di deroga, oltre a quelli ipotizzati in alcune bozze: cessazione dell’attività e fallimento. I ministeri stanno anche affinando le misure di sostegno ai lavoratori stagionali del turismo, delle terme e dello spettacolo, oltre che ai venditori a domicilio e agli «occasionali» senza partita Iva. Una bozza prevedeva bonus da 600 a mille euro per giugno e luglio. La riflessione in corso riguarda sia gli importi sia le categorie, che potrebbero essere ampliate, comprendendo ad esempio i tassisti. Mentre per gli «incentivi al consumo» annunciati nei giorni scorsi dal viceministro dell’Economia Laura Castelli per bar e ristoranti. Oltre al dl agosto, il governo sta definendo il piano per investire il Recovery fund. Entro martedì, i ministeri dovranno indicare le proprie proposte, che facciano da base al documento finale. L’obiettivo del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, è di definirlo entro settembre, per poi discuterlo con il Parlamento che, in settimana, deciderà se farlo per via «ordinaria» o attraverso una commissione ad hoc.

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Domenica 2 Agosto 2020 - Ultimo aggiornamento: 19:51 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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