Un parco auto

Fisco e noleggio auto, Aniasa scrive al Governo: “La nuova norma sull’IPT rischia di creare contenziosi e incertezza”

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Il settore del noleggio veicoli lancia un allarme sulle modifiche introdotte dal Decreto Legge Fiscale in materia di Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT). Aniasa, l’associazione che rappresenta in Confindustria le imprese dei servizi di mobilità, ha inviato una lettera al Governo per chiedere un intervento correttivo sulla nuova disciplina, giudicata fonte di incertezza interpretativa e potenziali contenziosi. La missiva è stata indirizzata alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e al Capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio Gaetano Caputi.

Il nodo della territorialità Al centro delle critiche dell’associazione vi è il nuovo criterio individuato per stabilire quale ente territoriale sia competente a riscuotere l’IPT. La norma fa riferimento alla “gestione ordinaria in via principale” dell’attività, una formulazione che, secondo Aniasa, lascia ampi margini di interpretazione. Per le società di noleggio, che operano attraverso una rete diffusa di sedi, filiali, aeroporti e stazioni ferroviarie distribuite su tutto il territorio nazionale, individuare con precisione il luogo in cui si svolge l’attività principale potrebbe rivelarsi particolarmente complesso. L’associazione sottolinea che le imprese continueranno a versare integralmente l’imposta dovuta, ma teme che la nuova impostazione possa esporre gli operatori a contestazioni da parte di più amministrazioni locali, con conseguenti ricadute amministrative e gestionali che potrebbero protrarsi fino a cinque anni.

Rischio conflitti tra enti locali Secondo Aniasa, la nuova disciplina potrebbe generare controversie non soltanto tra imprese e amministrazioni, ma anche tra gli stessi enti territoriali. Il timore è che più Province o Regioni possano rivendicare il diritto a incassare il medesimo gettito fiscale, senza che il provvedimento preveda un sistema automatico di compensazione tra le amministrazioni coinvolte. Una situazione che, secondo il settore, rischia di aumentare la complessità burocratica anziché ridurla. L’associazione evidenzia inoltre che il nuovo meccanismo non risolverebbe, inoltre, il fenomeno della concentrazione delle immatricolazioni in specifiche aree del Paese. Al contrario, si limiterebbe a spostare il gettito da alcune Province ad altre, senza garantire una distribuzione coerente con i territori in cui i veicoli circolano realmente e utilizzano infrastrutture e servizi pubblici.

Le possibili ricadute sul mercato Nella lettera inviata al Governo, Aniasa richiama l’attenzione anche sugli effetti che l’incertezza normativa potrebbe avere sugli investimenti delle imprese, sul rinnovo delle flotte e più in generale sul percorso di modernizzazione della mobilità italiana. Particolare preoccupazione riguarda il comparto del noleggio a breve termine, considerato strategico per il turismo. Ogni anno il rent-a-car genera infatti circa 3,5 milioni di contratti legati a finalità turistiche, contribuendo alla mobilità dei visitatori e all’accessibilità di destinazioni distribuite sull’intero territorio nazionale.

La proposta: centralizzare la riscossione Per evitare possibili distorsioni, Aniasa chiede al Governo di rinviare l’entrata in vigore della nuova disciplina e di aprire un tavolo di confronto con gli operatori del settore per individuare soluzioni più equilibrate e sostenibili. L’associazione ricorda inoltre di sostenere da oltre dieci anni un modello alternativo basato sulla centralizzazione della riscossione dei tributi dovuti dalle società di noleggio, con successiva redistribuzione delle risorse tra Regioni e Province secondo criteri oggettivi. Un sistema che, secondo Aniasa, trova già applicazione in Paesi come la Francia e la Germania, dove meccanismi di compensazione interterritoriale consentono di evitare squilibri e garantire una maggiore equità nella ripartizione del gettito. La richiesta al Governo è dunque chiara: sospendere l’applicazione delle nuove regole e avviare una revisione della norma che assicuri certezza del diritto, semplificazione amministrativa e coerenza con le peculiarità operative del settore del noleggio.

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venerdì 12 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 13:23 | © RIPRODUZIONE RISERVATA