Xpeng accelera in Germania

Germania, mercato auto con la scossa: elettrificate al 69% ed emissioni di Co2 a 91 g/km. Impennata di Xpeng, Byd e Leapmotor

di Mattia Eccheli
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BERLINO – Immatricolazioni con la scossa in luglio in Germania: i volumi delle elettriche (78.609) hanno superato il 29% con una impennata del 67% e quelli ibridi sono andati oltre il 39% per un totale elettrificato del 68,6%. Gli incentivi governativi per la conversione della flotta (nel frattempo il cancelliere Merz ha avvicendato il ministro dei trasporti, che adesso è l'avvocato Steffen Bilger, già segretario di Stato con Angela Merkel con delega a trasporti e infrastruttura digitale) spingono al ribasso le emissioni di Co2 della flotta di nuova registrazione, crollate lo scorso mese del 15,1%, poco sopra i i 91 g/km malgrado Suv e fuoristrada incidano per quasi il 46% sui volumi complessivi.

In luglio sono state targate poco più di 268.000 auto nuove, in crescita dell'1,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nei primi sette mesi l'aumento delle vendite è stato del 5,1% a 1.752.461 immatricolazioni. Interessante, almeno dal punto di vista percentuale, la crescita delle vendite di auto a Gpl, che in Germania (sopra l'euro al litro) non è così economico come in Italia, ma è decisamente meno caro rispetto a benzina e diesel: +59% con 1.705 registrazioni.

Tra i beneficiari dell'aumento delle consegne di auto elettriche non c'è Tesla, che in luglio ha contabilizzato una flessione del 67% con appena 367 immatricolazioni (comunque +192% da inizio anno a quota 29.224). Al contrario, sono andate bene la Lynk & Co (+547% in luglio), la Xpeng (+371% nel mese e +246% nel 2026), la Byd (+365% e +323%) con 5.240 targhe in luglio, quasi quanto la Peugeot, la Leapmotor (+329% e +312%), la smart (+107% e +114%). Controllata dalla cinese Geely – proprietaria di Volvo e azionista di Mercedes-Benz – la Zeekr ha già immatricolato 323 auto in Germania, cento in più rispetto alla turca Togg.

Ancora una volta la “spinta” è arrivata dal canale privati (+8%), che ha sfiorato il 37% dei volumi, più che da quello aziendale (-2,4%). Alle spalle di smart, il miglior marchio nazionale (peraltro una joint-venture tra Mercedes e Geely) come crescita, c'è Mini (+19,3%) e una quota dell'1,7%. Poi la stessa casa con la Stella (+8%) e una penetrazione del 9,9% che le vale la piazza d'onore fra i costruttori più venduti dietro a Volkswagen (17,9%, -7,6%) sia in luglio sia nei sette mesi (terza è Skoda, che si conferma come primo marchio estero). Fra i brand italiani, bene Lamborghini (+16,2% nel mese, ma -4,7% nel 2026) e Fiat (+13,6% in luglio e +26,3% dall'inizio dell'anno), ma male gli altri. A cominciare da Maserati (-85%) e Alfa Romeo (-53%) per continuare con Ferrari (-8,8%).

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giovedì 6 agosto 2026 - Ultimo aggiornamento: 13:42 | © RIPRODUZIONE RISERVATA