Honda-Nissan, verso la cancellazione definitiva della fusione. Addio al terzo gruppo automotive a livello mondiale

Nissan e Honda sempre più “vicine”: accordo su software e centraline comuni destinati ai veicoli di nuova generazione

Luca Marini, ufficiale il passaggio in Ktm Tech3 dal 2027. Dopo tre stagioni il fratello di Valentino Rossi lascia la Honda

Honda CB400 Super Four E-Clutch, la nakerd che punta sull'equilibrio. Piacere di guida e maneggevolezza i punti di forza
Diventa sempre più improbabile la fusione tra Honda e Nissan, rispettivamente seconda e terza casa auto del Giappone, dopo il tentativo di intesa di fine 2024 che avevo l'intento di creare il terzo gruppo dell'automotive a livello mondiale; un proposito andato subito in stallo a causa delle incomprensioni sulla definizione dei ruoli all'interno dell'alleanza. La cancellazione definitiva dell'accordo, riferiscono i media nipponici, con ogni probabilità sarà ufficializzata la prossima settimana, durante le riunioni dei rispettivi consigli di amministrazione. Il fattore decisivo dell'impasse è il rifiuto della Nissan di diventare una sussidiaria della Honda, una condizione che si discostava dal piano iniziale di integrazione che prevedeva la creazione di una holding e il mantenimento dei due marchi separati.
In novembre Nissan aveva annunciato il taglio di 9.000 posti di lavoro a livello globale e la riduzione della capacità produttiva del 20% dopo aver visto il suo utile netto crollare di oltre il 90% nel periodo tra aprile e settembre. Honda, seconde le fonti, non convinta dell'efficacia delle misure, e scettica sulle capacità della casa minore di invertire la rotta ha chiesto una razionalizzazione più profonda, temendo che i lenti progressi potessero compromettere la riuscita del progetto. L'integrazione prevista mirava allo sviluppo di sinergie nello sviluppo di veicoli elettrici e l'aggiornamento dei software necessari per competere con i principali concorrenti cinesi e la statunitense Tesla. La stessa Mitsubishi, inizialmente considerata come partner minore dell'alleanza di Nissan, si è mostrata riluttante a partecipare alle trattative di fusione a fronte delle preoccupazioni sulla ridotta flessibilità della gestione operativa.




