I loghi Honda e Nissan

Honda e Nissan, in vista un accordo per condividere l’architettura elettronica degli SDV del futuro

di Nicola Desiderio
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Honda e Nissan sarebbero sulla dirittura d’arrivo per un’alleanza che riguarda la condivisione dell’architettura elettronica, un componente che sarà sempre più importante per i cosiddetti veicoli definiti da software, L’accordo dovrebbe chiudersi entro l’estate per essere operativo dal 2029 e coinvolgerà anche Mitsubishi che, com’è noto, è controllata da Nissan.

L’accordo realizzerebbe, almeno in parte, quanto era stato ipotizzato nel 2024 ovvero la fusione tra i due costruttori che tecnicamente si sarebbe realizzata come un’acquisizione di Nissan da parte della Honda. Da Yokohama arrivò un secco no, anche se la differenza dimensionale tra le due entità non poteva certo portare ad una nuova entità paritaria, soprattutto considerando tutte le difficoltà finanziarie e l’assenza di leadership che Nissan sta affrontando da anni.

Anche Honda però è entrata in una fase critica e, dopo aver contabilizzato nell’ultimo esercizio una perdita di 424 miliardi di yen (2,3 miliardi di euro), sta prendendo decisioni drastiche come l’abbandono del suggestivo progetto Afeela con Sony e dell’investimento da 14 miliardi di dollari per la creazione di un ecosistema industriale per l’auto elettrica in Nordamerica e la creazione della gamma di veicoli “0” di nuova generazione, con prodotti già finalizzati e presentati.

Entrambi questi progetti, oltre alla propulsione elettrica, avevano al centro lo sviluppo di nuove tecnologie riguardanti processori, sensori, attuatori, software, Intelligenza Artificiale, guida autonoma e assistita e software. Sono investimenti che Honda ha bisogno di fare fruttare e ha in larga parte già finalizzato e, dall’altra parte, sono tecnologie della quale Nissan ha fortemente bisogno non avendo denaro per svilupparle. C’è dunque il potenziale per un buon accordo.

Occorre vedere che cosa dirà l’azionista Renault, che detiene il 35,87% di Nissan (17,12% direttamente e 18,75% attraverso un trust), ma se ci fosse stata una pregiudiziale, le trattative non sarebbero andate avanti. Renault anzi, che ha nell’area un partner sempre più forte in Geely e sta rafforzando la sua presenza in Corea, potrebbe prendere la palla al balzo per chiedere il divorzio ad un alleato con il quale da tempo non progetta insieme neppure una piattaforma.

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mercoledì 1 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 14:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA