La Germania frena sul Green Deal: “Serve flessibilità per salvare l’industria”. Berlino: “obiettivi climatici meno rigidi”
Alla conferenza energetica CERAWeek di Houston, la ministra dell’Economia tedesca Katherina Reiche ha aperto un nuovo fronte nel dibattito europeo sulla transizione ecologica, chiedendo maggiore flessibilità sugli obiettivi climatici. In particolare, Berlino propone di consentire una deviazione fino al 10% dal target di emissioni nette zero al 2050, ritenuto troppo rigido per l’attuale contesto economico .
Secondo Reiche, politiche ambientali eccessivamente stringenti rischiano di compromettere la competitività industriale europea, colpendo soprattutto i settori energivori e strategici come manifattura e automotive. La proposta nasce in un quadro globale segnato da crisi energetiche, tensioni geopolitiche e aumento dei costi produttivi, che stanno mettendo sotto pressione il sistema industriale europeo.
La Germania, come riporta il sito interautonews.com, invita quindi l’Unione Europea a trovare un equilibrio tra sostenibilità e crescita, evitando che la transizione ecologica si traduca in perdita di capacità produttiva e delocalizzazioni. Una posizione che potrebbe aprire a una revisione del Green Deal e ridefinire le politiche industriali europee nei prossimi anni.




