Stephan Winkelmann, ad e ceo di Automobili Lamborghini

Lamborghini, Winkelmann: «Su quarto modello elettrico è in corso una valutazione. Nuova Urus nel 2029 e sarà plug-in hybrid»

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«Lamborghini ha già annunciato che la nuova Urus che arriverà nel 2029 sarà un plug-in hybrid ma in questi giorni stiamo anche facendo valutazioni sul quarto modello che uscirà nel 2030 e su un eventuale cambiamento della nostra strategia». Lo annuncia all'Adnkronos Stephan Winkelmann, Presidente e amministratore delegato di Lamborghini Automobili, ricordando che «nel 2023 già avevamo un'idea abbastanza chiara sul processo di elettrificazione: ci era chiaro, ad esempio, che forse avremmo preso un rischio troppo grande. Noi saremmo pronti a fare una macchina elettrica ma per diversi motivi il mercato non lo è. Quanto al nostro segmento, i clienti lo sono ancora di meno».«La verità è che facendo ricerche di mercato a livello globale e parlando con i concessionari, con i clienti, con la stampa, la curva dell'accettabilità di modelli elettrici si è appiattita: anzi per il segmento in cui opera il marchio di Sant'Agata Bolognese «si è praticamente azzerata».

Winkelmann comunque 'prende tempo' sul futuro evidenziando che in Lamborghini «abbiamo ancora diversi anni per una scelta in una direzione o nell'altra sul fronte elettrificazione: un tema sul quale comunque naturalmente continueremo a lavorare perché prima o poi, fra emissioni, legislazione, o solo accettabilità sociale, qualcosa succederà" magari «dopo il 2035». I conti 2025 - aggiunge - evidenzieranno comunque un primo impatto delle attività per elettrificare la gamma «ma per ora non è qualcosa che influenzi in maniera radicale il nostro conto economico».

Al momento, insomma «quello che abbiamo fatto fino adesso, e cioè coniugare il propulsori a combustione interna con motore elettrico e le batterie ci sembra l'idea giusta» aspettando maggiore visibilità sulle scadenze del 2035. Sul fronte gamma, «dopo un 2025 da record con 10.747 vetture vendute in tutto il mondo, un anno in cui siamo ripartiti con l'idea delle 'few off' come la Fenomeno, la macchina la più potente che abbiamo mai realizzato, il 2026 ci vedrà impegnati su molti fronti, a iniziare dalle derivate: è presto per fare annunci ma - conclude - ci saranno almeno tre novità".

«Al momento la produzione di Lamborghini, tra 10 e 11 mila vetture l'anno, è quella giusta, l'idea è di rimanere su un livello abbastanza stabile, ma volendo abbiamo la possibilità di crescere: abbiamo già comprato dei terreni a sud del nostro sito di Sant'Agata Bolognese. Il problema non è quello ma piuttosto la dimensione del mercato globale, o meglio del segmento in cui operiamo» per mantenere la giusta durata del portafoglio ordini. Lo sottolinea Stephan Winkelmann, Presidente e amministratore delegato di Lamborghini Automobili, ponendo l'accento sulla trasformazione della 'nicchia' in cui opera il brand, evidenziando con soddisfazione come «l'età media del nostro cliente si è abbassata, scendendo sotto i 45 anni, con i livelli più bassi in Asia». Peraltro è proprio la Cina - per Lamborghini ma non solo - il mercato più 'attenzionato': «Ad aprile andremo al Salone dell'Auto di Pechino, ma senza uno stand nostro: andremo solo a vedere quello che succede sul quel mercato, con i marchi locali ma sappiamo già che nel breve e nel medio termine, per il segmento in cui si muove Lamborghini, in Cina non ci sarà una ripartenza».

Naturalmente - aggiunge - sul fronte automobilistico si sente «la spinta dei marchi cinesi, che però non influenzano il 'nostro' segmento del lusso. Diciamo che in generale c'è più attenzione a come si spendono i soldi». Questo 'raffreddamento' "è un fenomeno che non riguarda solo le vetture alto di gamma ma anche la moda, gli orologi. La nostra fortuna è stata che - rispetto ad altri brand - non siamo mai stati troppo esposti sulla Cina, che sul mercato del lusso cinese pesava il 10% del totale globale mentre gli Stati Uniti valgono il 30%. Ora che la Cina è scesa al 5%, come Lamborghini siamo riusciti a ridistribuire altrove le vetture che non vendiamo più su quel mercato».

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giovedì 12 febbraio 2026 - Ultimo aggiornamento: 17:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA