Modena in festa, Maserati torna a casa nella storica fabbrica i gioielli del futuro

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MODENA - Una settimana intera di festeggiamenti, con eventi in tutta la città e il clou al Teatro Pavarotti. Dove è andata in scena Meccanica Lirica, un inedito connubio tra il rombo musicale del Tridente e la forza di capolavori immortali come la Turandot, ingegno e arte in equilibrio tra precisione ingegneristica e ispirazione musicale.
Così Modena ha celebrato il “ritorno a casa” di modelli iconici Maserati come GranTurismo e GranCabrio che hanno abbandonato Mirafiori e nascono ora sulla nuova linea inaugurata nello storico stabilimento di viale Ciro Menotti. Dà lavoro a settecento dipendenti ed è stato rinnovato con le più recenti tecnologie. Può realizzare fino a 7 vetture al giorno, in sei macroaree: linea di scocca con area metrologica, verniciatura, montaggio motore, assemblaggio veicolo (linea affiancata dalle aree di preparazione meccanica), testing e finizione.

L’impianto, in tutte le sue fasi, è composto da 70 stazioni, a conferma di una struttura compatta quanto sofisticata. Fiore all’occhiello la nuova area di verniciatura che soddisfa anche le personalizzazioni. Con GranTurismo e GranCabrio nascono a Modena gli altri modelli che portano nel mondo il lusso e la sportività estrema del Tridente: MCPura con la sua declinazione aperta Cielo e GT2 Stradale. L’intera gamma, ad eccezione della Grecale prodotta a Cassino sulla piattaforma Giorgio di Stellantis. Il rinnovato impianto modenese è versatile e multienergy, consente quindi di alternare non solo i modelli ma anche la propulsione termica del V6 Nettuno e quella elettrica del progetto Folgore. Per celebrare la ripartenza, Maserati ha portato sul palco del Teatro Pavarotti la nuova One-Off GranTurismo Meccanica Lirica, il cui colore rosso è stato ispirato proprio dal tendone del teatro. Ha interni di extra-lusso in Alcantara e finizioni dorate come la seconda One-Off, la gemella GranCabrio Meccanica Lirica svelata in fabbrica.
«Il ritorno a casa di GranTurismo e GranCabrio – ha detto il Ceo Jean-Philippe Imparato - non è solo un tributo alla nostra leggendaria storia, ma una scelta strategica e identitaria che conferma il ruolo centrale di Modena e la nostra volontà di continuare a investire in Italia». C’è ottimismo, nonostante negli ultimi anni Maserati (senza più la spinta di modelli importanti come Ghibli, Quattroporte e Levante) abbia vistosamente rallentato sui mercati globali: «Leggo e sento rumors sul futuro dell’azienda – ha aggiunto Imparato - ma io vi dico con assoluta certezza che torneremo al profitto. Abbiamo ridotto in meno di un anno del 63% lo stock, che era arrivato a 12mila vetture, preservando il valore residuo. Dobbiamo completare il piano prodotto e puntare sulle personalizzazioni abbinandole al 30-40% delle vendite, sempre coltivando l’ossessione della qualità. Così in due-tre anni torneremo all’utile».
I nuovi modelli sono già disegnati, e tra i progetti futuri c’è anche la variante ibrida del motore Nettuno. «Questa terra è il cuore pulsante del nostro brand straordinario – ha spiegato il Coo Santo Ficili - il più longevo di tutta la Motor Valley italiana, capace di portare nel mondo una visione unica di performance e design». Pochi mesi fa, a Modena sono state inaugurate anche le Officine Fuoriserie, dove i desideri dei clienti non conoscono limiti e il processo di configurazione ad personam consente di realizzare l’auto dei propri sogni.




