Oliver Blume, ceo di Porsche e del Volkswagen Group

Porsche, ristretta ormai a due candidati la successione di Oliver Blume per la poltrona di ceo

di Nicola Desiderio
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Porsche starebbe preparando la successione di Oliver Blume e avrebbe ristretto a due candidati la scelta per la poltrona di CEO con l’obiettivo di eliminare così la doppia carica che il manager tedesco detiene dal 2022, dopo l’abbandono di Herbert Diess dell’incarico di presidente e amministratore delegato di Volkswagen AG. Lo riportano l’agenzia Bloomberg e il settimanale tedesco WirtschaftsWoche i quali affermano che la decisione sarebbe dello stesso Blume e che la scelta del nuovo ceo sarà finalizzata entro l’autunno in modo da permetterne l’insediamento all’inizio del 2026.

Blume è il numero uno di Porsche dal 2015 succedendo a Matthias Müller e si è trovato negli scorsi anni a guidare la ristrutturazione di Volkswagen, ancora in corso. Più recentemente invece sta affrontando i problemi della Porsche, attanagliata da una crisi delle vendite in Cina con il primo trimestre del 2025 che ha visto un calo delle consegne del 6%, del 6,7% dei ricavi e del 67% per i profitti. Fattori che hanno portato la casa tedesca a rivedere i propri obiettivi già due volte.

Porsche ha già iniziato un’azione dimagrante che interessa in particolare le batterie abbandonando ogni piano di produzione interna e decidendo di affidarsi definitivamente a fornitori esterni. Rimangono però nodi interni, legati soprattutto agli azionisti di minoranza che lamentano lo strapotere di Volkswagen e della famiglia Porsche-Piëch – entità nettamente correlate visto che il 31,9% di Volkswagen AG è detenuto dalla holding Porsche SE – nelle decisioni.

La decisione di Blume di liberarsi dal suo doppio incarico dunque non sarebbe solo operativa, ma anche politica lasciando che il ceo prenda definitivamente la via di Wolfsburg e lasci la poltrona che occupa a Zuffenhausen da 10 anni. Blume ha sempre affermato che il suo doppio ruolo è temporaneo e da tempo sono stati avviati colloqui per identificare un sostituto che sarebbero arrivati un punto apicale restringendo la scelta a due manager.

Secondo Bloomberg, il primo proviene dall’esterno e il secondo è interno. Per quanto riguarda la seconda opzione, nei mesi scorsi ci sono state speculazioni da parte di alcuni organi di stampa che hanno indicato in Michael Steiner il candidato principale alla poltrona di CEO per Porsche. Steiner è capo Ricerca e Sviluppo e da poco ha ricevuto la carica di deputy chairman dallo stesso Blume.

Steiner condivide un destino analogo a quello di Blume poiché tra il 2022 e il 2025 è stato contemporaneamente head of Volkswagen Group Research and Development, membro e chairman del comitato esecutivo di Volkswagen Group Deputy Chairman e titolare dell’Executive Board Research and Development di Porsche. Si tratta dunque di un uomo di prodotto che può gestire le attività di Porsche e, allo stesso tempo, le sinergie con Volkswagen e gli altri brand del gruppo.

Resta da vedere quale sarà la decisione definitiva che passa necessariamente attraverso il parere della famiglia Porsche-Piëch e quello dei consigli di sorveglianza, entità tipiche del capitalismo tedesco che accorpano al loro interno non solo le aziende e i loro azionisti, ma anche le istituzioni politiche e le rappresentanze dei lavoratori con l’obiettivo di comporre gli obiettivi aziendali con quelli sociali e che, proprio per questo, risultano talvolta più potenti e influenti dei consigli di amministrazione.

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mercoledì 27 agosto 2025 - Ultimo aggiornamento: 20:44 | © RIPRODUZIONE RISERVATA