Provost (ceo Renault Group): «Nessun taglio alla produzione, l’obiettivo è essere più competitivi»

Sébastien Guigues (Renault): «La vera sfida è rinnovare il parco auto, non imporre un'unica tecnologia»

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Il gruppo Renault non ha alcun bisogno di tagliare la propria capacità produttiva. Ne è sicuro l’amministratore delegato, François Provost che ha avuto la sua prima conferenza stampa in videoconferenza subito dopo l’annuncio che vede il costruttore francese in buona salute finanziaria con fatturato, utile e margine operativo in crescita nel primo semestre del 2026 proprio mentre il resto dell’industria automobilistica europea sta annunciando tagli di personale e chiusure di stabilimenti per bilanciare gli effetti sulle vendite e i bilanci a causa dell’offensiva da parte dei costruttori cinesi.
Provost ha detto che la Renault è in salute grazie a quanto fatto dagli anni scorsi. «Sapevamo che sarebbe arrivata una forte pressione su prezzi e margini, ma il nostro intento era giocare d’anticipo per continuare a coltivare la nostra competitività invece che occuparci di ristrutturazioni. La nostra strategia è essere competitivi non solo in Europa, ma ovunque e contro chiunque», ha affermato il Ceo aggiungendo che è necessario lavorare ancora sui costi e sui prezzi.
«Abbassare i tempi di sviluppo a 2 anni è un obiettivo indispensabile che dobbiamo raggiungere senza tuttavia fare alcun compromesso sulla qualità» ha puntualizzato Provost aggiungendo anche che una delle chiavi per la competitività, oltre al prodotto, sono i valori residui. Il dirigente francese ha inoltre detto che Renault vuole agire a livello globale, ma con misura: «Alpine deve concentrarsi sull’Europa e non la lanceremo negli USA e non ci sono le condizioni per entrare nel mercato cinese».
Quanto all’ecosistema del nostro continente, Provost ha detto che l’Unione Europea deve considerare Marocco e Turchia parte del sistema economico europeo Renault, e ha ripetuto verso Bruxelles i tra auspici già espressi tempo fa ovvero: confermare l’elettrificazione come orizzonte, ma in modo flessibile; congelare le regolamentazioni per 10 anni e trovare un accordo con la Cina affinché il suo arrivo porti benefici a tutta la catena del valore.
Quanto alle alleanze Provost ha affermato che i progetti avviati con Nissan procedono bene dentro e fuori dell’Europa, ma che si dovrebbe fare di più. «So che in questo momento sono concentrati nel recuperare una situazione pesante, che stanno dedicando i loro investimenti in Giappone e Nordamerica dove invece noi non ci siamo, ma mi piacerebbe fare di più con loro. Il nostro piano Future Ready è basato solo sulle nostre forze, ma siamo aperti a collaborazioni».
Riguardo a quelle già attive, in particolare quelle europee, Provost ha detto «devono essere basate sulla nostra tecnologia», così come avviene già per Nissan, Mitsubishi e, più recentemente Ford. «Con loro – ha aggiunto – stiamo lavorando per modelli che sono Ford nella veste e nelle specifiche, ma assolutamente nostri per tecnologia e stiamo valutando altre collaborazioni per i mezzi commerciali dove noi siamo bravi e loro sono molto forti. Per questo nessuno dei due ha fretta»
«Fuori dall’Europa – ha continuato – vogliamo essere più flessibili e stiamo lavorando molto bene con Nissan in India. Anche con Geely stiamo lavorando molto bene attraverso Horse Powertrain, in Corea e in Brasile, ma penso che ci sia molto potenziale per altre forme di collaborazione». Se e queste possano interessare anche l’Europa il ceo francese non lo lascia trasparire, ma è chiaro che è un’opzione sul tavolo e presto potrebbero esserci novità, soprattutto se potesse aiutare Renault a migliorare la sua capacità di competere non solo in Europa, ma a livello globale.




